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Uso delle mascherine, parla Burioni

L’analisi del virologo Roberto Burioni inizia con un “mea culpa“: “A gennaio abbiamo detto, sbagliando (anche io), che le mascherine servivano solo ai malati. L’abbiamo detto perché quello era ciò che sapevamo, era quello che facevamo per le altre infezioni respiratorie e nessuno poteva immaginare una nuova infezione respiratoria trasmessa in grandissima parte da asintomatici, e invece così è stato”.

In un secondo momento, ha spiegato il virologo, “abbiamo avuto dati teorici che ci hanno fatto capire che le mascherine potevano essere molto importanti per limitare il contagio”.

L’esperto ha poi spiegato: “In una situazione d’incertezza come questa, è meglio sbagliare per eccesso di cautela che per il contrario”. Poi, parlando della sua esperienza, ha svelato di “portare sempre la mascherina in luoghi dove ci sono altre persone”.

Un altro consiglio di Burioni è quello di “osservare quello che accade intorno a noi“. Il virologo ha aggiunto: “Alcuni dati possono farci capire che continuare a usare la mascherina in pubblico è un piccolo disagio, ma una buona idea”.

Roberto Burioni ha poi citato un focus realizzato negli Usa: “Come riporta ‘The Philadelphia Inquirer’, nella settimana dal 15 al 21 giugno negli Stati dove le mascherine erano obbligatorie per tutti le infezioni sono calate del 25%, negli Stati dove invece sono solo raccomandate c’è stato un aumento dell’84%”.

La conclusione dell’esperto sull’uso delle mascherine: “Visto che in fondo portare la mascherina non è un sacrificio così terribile, io penso che – non in spiaggia quando siamo da soli e neanche se facciamo una passeggiata nei boschi – nei luoghi affollati sia ancora meglio portarla. O per lo meno, io la porto e sto ben lontano da chi non la porta“.