Sab 21 Mag 2022
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Roberto Sottile, un “ciclone” al museo

Il Museo del Presente di Rende vive da tre anni a questa parte uno dei momenti più importanti della propria programmazione dedicata all’arte contemporanea. Oltre quattrocento gli artisti coinvolti in progetti artistici collettivi e di mostre personali. Con una media di tre inaugurazioni temporanee al mese, il museo rendese, si attesta tra i musei più dinamici in Calabria e nel Sud Italia, destando l’interesse di addetti ai lavori, artisti e pubblico. Intrecci Contemporanei è il nome del progetto dedicato all’arte contemporanea è curato ed ideato dal critico d’arte Roberto Sottile, anima e curatore del Museo del Presente. In vista delle nuove mostre che si inaugureranno il prossimo 9 luglio alle ore 18:30 lo abbiamo incontro per farci raccontare questa programmazione.

Il 9 luglio continua “Intrecci Contemporanei” dopo la riapertura al pubblico. Che programmazione ci aspetta? Cosa vedrà il pubblico?

La programmazione di “Intrecci Contemporanei” è stata pensata e preparata circa dodici mesi fa. Ne fanno parte artisti provenienti da diverse realtà artistiche e territoriali dalla Calabria ma anche da altre regioni italiane. Il nostro obiettivo è quello di presentare al pubblico un progetto che potesse raccontare da nord a sud del nostro Paese il fermento artistico e culturale che c’è attorno all’arte contemporanea del presente. Il cartellone degli eventi del 9 luglio, come quello già presentato dello scorso 16 giugno, è ricco di importanti appuntamenti che vanno dalla personale di Massimiliano Ferragina, Leonardo Cannistrà, Marilena Villella e poi anche spazio al video con il cortometraggio Lockdown diretto da Emanuele Covello e scritto da Marco Roccia.

Una programmazione complessa che mette insieme artisti da tanti territori ma anche diverse esperienze…

L’idea di offrire al visitatore diverse soluzioni è avvincente. Penso che tutto questo sia anche utile agli artisti, per potersi incontrare, confrontare e realizzare i propri progetti che vengono pensati per il museo del presente e per gli spazi espostivi. Un Museo non è una scatola da riempire, ma un corpo con un’anima da custodire. L’idea è quella di preservare questa identità, e farla crescere nel miglior modo possibile. Naturalmente per fare tutto ciò alle spalle devi avere una squadra di seri professionisti capaci che prima di ogni altra cosa condividono il progetto.

Intrecci Contemporanei è promosso dall’Amministrazione Comunale di Rende in particolar modo dall’Assessorato alla Cultura diretto dalla prof.ssa Marta Petrusewicz con la quale collabori da tre anni. Un primo bilancio di questa collaborazione?

Se in poco più di tre anni siamo riusciti a portare al Museo del presente oltre quattrocento artisti il bilancio non può che essere positivo, alla luce anche del fatto che la nostra programmazione escludendo quella in corso del 2020 è già completa quasi per tutto il 2021 e addirittura abbiamo qualche progetto che sta prendendo forma per il 2022. Intrecci contemporanei nasce da questo indirizzo dato dal sindaco Marcello Manna e dall’assessora Marta Petrusewicz, guardare al territorio, alle sue enormi potenzialità e ai suoi talenti ma non restare fermi nei nostri confini, ma rivolgere lo sguardo anche oltre. Allora ecco come sono nati questi intrecci che da Torino a Roma, passando per Milano, Alberobello, Caltanissetta, Londra arrivano al Museo del Presente e si connettono con la nostra realtà e con la città di Rende.

Ritornando alle inaugurazioni di giorno 9, tra le proposte c’è la personale di Massimiliano Ferragina con il quale già collabori da tempo…

Lavorare con Massimiliano è sempre un piacere e un privilegio. Il progetto Retoriche Figure, lumina et colores è molto complesso. Dieci mesi di lavoro, oltre ottante le opere in mostra divise per sei sezioni. Un lavoro articolato che indaga sul rapporto luce e colore attraverso un percorso che inizia dalle foto, realizzate in collaborazione con Marco Tanfi, per poi arrivare alle carte, ai collage e archépitture e tanto altro ancora. Una mostra che racconta un viaggio di idee, di suggestioni, di sperimentazione.

Leonardo Cannistrà presenta invece dei nuovi lavori ispirati al covid-19…

Leonardo ha una capacità pittorica da fotoreporter dei sentimenti. Cioè riesce a raccontare la realtà senza alterare la percezione della storia e del racconto. La serie è dedicata a tutti quanti noi che siamo stati spettatori o artefici della lotta contro il covid 19. Infermieri, pazienti, medici, Leonardo racconta questa umanità che non ha perso mai la grinta e la voglia di vivere e di lottare.

Altri due protagonisti sono Marilena Villella con “Blu” e il cortometraggio Lockdown…

Blu di Marilena Villella è anche uno stato d’animo. Tutto ruota attorno a questo colore che appare con vigore oppure in modo tenute sulle opere di Marilena ma ne diventa il protagonista principale. Mentre il cortometraggio Lockdown diretto da Emanuele Covello e scritto da Marco Roccia interamente girato a Rende, è una storia di lontananza e di vissuto quotidiano in una quotidianità alterata dal covid 19. Un racconto fatto di attesa, di scontri, di desideri. Un lavoro molto importante realizzato interamente nella nostra città che sarà proiettato nella sala dedicata al video del Museo del Presente.

Alle spalle ormai hai dodici anni di attività, con importanti progetti. Ma l’attenzione verso le nuove generazioni di artisti resta sempre al centro della tua ricerca curatoriale…

Dodici anni sono tanti e iniziano ad essere un buon tratto di strada percorso. La mia ricerca curatoriale e l’attenzione verso l’arte contemporanea rivolta soprattutto alla nuove generazioni è parte essenziale del mio carattere professionale. Penso si importante per un critico d’arte fare attenzione al presente che, scusatemi il gioco di parole, rappresenta lo stato di salute dell’arte. In questi anni ho raccontato tante idee, realizzato tanti progetti molto diversi tra di loro, ma accomunati sempre dal desiderio di comunicare. Mi piace definirmi un critico d’arte militante, sempre pronto a partire ad incontrare artisti e progettare la prossima mostra.