Ven 28 Gen 2022
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Una strada intitolata a Nino Candido, vigile del fuoco morto nell’esplosione di Quargnento

Si chiamava Nino Candido, 32 anni, di Reggio Calabria, la vittima più giovane dell’esplosione di Quargnento, dove tre Vigili del Fuoco sono stati uccisi da una deflagrazione di natura dolosa. Nino era cresciuto a Reggio, aveva frequentato il geometra Righi e poi si era trasferito in Piemonte, ad Alessandria, proprio per motivi lavorativi.

Ricordare un concittadino morto sul lavoro in giovane età è l’intento anche del Circolo Culturale L’Agorà che si aggiunge a quella della mamma del povero Nino.  

“La perdita di un figlio è il dramma più grande che possa colpire la vita di una persona, sia esso bambino sia esso maggiorenne e per i genitori, sopravvivere ai propri figli è, «qualcosa di particolarmente straziante, che contraddice la natura elementare dei rapporti che danno senso alla famiglia stessa. La perdita di un figlio o di una figlia è come se fermasse il tempo: si apre una voragine che inghiotte il passato e anche il futuro. La morte, che si porta via il figlio piccolo o giovane, è uno schiaffo alle promesse, ai doni e sacrifici d’amore gioiosamente consegnati alla vita che abbiamo fatto nascere» come evidenzia il Sommo Pontefice Francesco Bergoglio. Questa Associazione, entrando in punta di piedi, vuole rispondere, nel rispetto del dolore, nel rispetto di chi è rimasto su questa terra e di chi non è più tra di noi. Da queste brevi, ma doverose premesse, piace ricordare che il Circolo Culturale “L’Agorà” il 4 luglio 2019 con apposita PEC indirizzava al Comune di Reggio Calabria una richiesta ufficiale per l’intitolazione della rotonda posta davanti al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di questa Città ad un altro reggino. Poi la disgrazia del 5 novembre 2019 in quel di Quargnento, provincia di Alessandria ed a seguito di ciò e tenuto conto della nostra richiesta, avevamo pensato, errando, che detta piazzetta sarebbe stata intitolata a Nino Candido e non genericamente applicando la dicitura “Caduti dei Vigili del Fuoco”. A seguito di quel nostro comunicato stampa, l’allora presidente della Commissione Toponomastica Cittadina del Comune di Reggio Calabria, puntualizzava ”Un’unica intitolazione per tutti i vigili”. Poi, a seguito di una disgrazia eccellente, quella di Kobe Bryant, il cambio di rotta, il disco verde per Antonio Candido, morto nell’adempimento del proprio dovere. Tralasciando la complessa questione kafkiana che aggroviglia la Toponomastica a Reggio Calabria, le nostre varie istanze, indirizzate allo stesso presidente, che non hanno mai ricevuto, stranamente, alcun cenno di riscontro, si ritiene opportuno, e senza voler togliere nulla al sacrificio degli altri vigili del fuoco deceduti nell’adempimento del proprio dovere e per dare eterna visibilità, che lo spazio ubicato davanti al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di questa Città sia dedicato al nostro concittadino Antonio Candido che ha perso la vita insieme ai suoi colleghi onorando la divisa. Da quanto evidenziato, tralasciando, per ovvi motivi, tutte le altre nostre iniziative culturali inerenti all’intitolazione luogo pubblico, ci si pone la questio quale dovrebbe essere la via della toponomastica a Reggio Calabria e se tali scelte siano politiche o di merito? Salvo che, le scelte in argomento, non siano dettate da ratio di peculiare interpretazione che, purtroppo, la scrivente Associazione, non riesce, pur mantenendo un animus ben predisposto, a comprendere le scelte poste in essere, scansando dalla mente, la possibilità di un atteggiamento palesemente discriminante ad uso e consumo di chi deve decidere.”