di Anna Zupi
31 luglio 2003 – 31 luglio 2020, il Cosenza riesce a riprendere ciò che gli era stato ingiustamente tolto.
Festa grande per i lupi di Mister Occhiuzzi: lacrime di gioia, lacrime che hanno il sapore di una promozione.
La salvezza dai play-out, tenere stretta la serie B quella che più volte si è sognata e per quindici lunghi anni è sembrata un miraggio.
Dopo anni di inferno nelle categorie dilettantistiche, i lupi sono tornati più forti di prima e non sarà facile abbandonare il sogno della serie B: “tanto già lo so che l’anno prossimo gioco di sabato”. Questa volta è proprio un lupo Mister Roberto Occhiuzzi di Cetraro a guidare la squadra rossoblu verso la salvezza.
Un campionato strano, anomalo, in cui l’unica certezza è sempre stata l’onnipresente tifoseria: un tifo da Serie A invidiatoci da molti. Si è disputata al Marulla l’ultima di campionato, spalti vuoti ma, il tifo non manca: grande calore viene da fuori lo stadio con i tifosi che seguono la partita minuto per minuto cantando e incitando la squadra. Accolgono il pullman dei giocatori in viale Magna Grecia facendo sentire tutto il sostegno e la vicinanza della città.
Cosenza è in festa con maxischermi posizionati al parco Remì e uno nella parte della città vecchia. È un tripudio di emozioni, di speranza di sospiri, ansia. Alcuni commercianti decidono di chiudere la loro attività prima: sì perché “il Cosenza unn’è na moda“. Bandiere e sciarpe invadono la città già dal pomeriggio. Novanta minuti al cardiopalma, novanta minuti che infuocano la città di Cosenza e ridanno quel brio e quella gioia che già lo scorso anno avevamo vissuto al rientro da Pescara.
È un susseguirsi di sfilate. La città sembra impazzita, i tifosi festeggiano insieme a Roberto Occhiuzzi e la squadra intonando cori e ringraziando il capitano ma, un altro raduno è nella piazza principale: piazza Bilotti, in cui si riversano tifosi di tutte le età e allora “wolves on fire“: sfilate, trombe, bandiere,sciarpe. È la nostra festa é la festa del Cosenza, è la festa dei cosentini, è la festa di chi era stato derubato di un qualcosa che gli apparteneva e con tanto sacrificio è riuscito a tenerlo.
Tra un coro e l’altro Elena, la proprietaria dell’enoteca di piazza Bilotti ha offerto prosecco ai tifosi che sostavano di fronte fronte al suo negozio “Io sono di Napoli, ma vivo qui da venti anni e le feste del Cosenza vanno festeggiate perché questa tifoseria mi fa sognare” .
È una notte magica , è una notte Rossoblu che resterà nella storia, una pagina positiva di una tifoseria che merita tanto, di una città che può aspirare a molto di più.
Come on Wolves!



