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Addio ai turni spezzati per battere il caro benzina: la sfida dei sindacati calabresi alla grande distribuzione

Il costo della mobilità sta diventando un peso insostenibile per migliaia di dipendenti in Calabria, specialmente in settori caratterizzati da retribuzioni contenute come il commercio, il turismo e i servizi. In un territorio dove le distanze geografiche sono ampie e il sistema di trasporto pubblico risulta spesso inadeguato, spostarsi per raggiungere il posto di lavoro non è una scelta ma un obbligo che erode progressivamente il potere d’acquisto delle famiglie.

Il confronto necessario con le aziende della Gdo

In risposta a questa situazione, Filcams Cgil Calabria, Fisascat Cisl Calabria e Uiltucs Uil Calabria hanno sollecitato le imprese della grande distribuzione organizzata per avviare un tavolo di confronto urgente. Al centro della discussione c’è la gestione della mobilità e una revisione profonda dell’attuale organizzazione del lavoro. Secondo le organizzazioni sindacali, non si tratta di una criticità passeggera, bensì di una condizione strutturale che mette a rischio la sostenibilità stessa dell’impiego. “Se una parte crescente del salario viene assorbita dai costi per raggiungere il posto di lavoro, si pone un problema che riguarda la dignità stessa del lavoro”, hanno dichiarato le sigle in una nota congiunta.

La criticità dei turni spezzati

L’attenzione dei sindacati si concentra in particolare sulla pratica dei turni spezzati, considerata una delle maggiori distorsioni organizzative del settore. Questa modalità di gestione costringe i dipendenti a moltiplicare gli spostamenti giornalieri, raddoppiando di fatto le spese per il carburante e il tempo trascorso in viaggio. Le pause tra una fascia oraria e l’altra si trasformano spesso in attese forzate lontano dal domicilio, prive di servizi adeguati e accompagnate da ulteriori esborsi economici a carico dei lavoratori. Per le rappresentanze dei lavoratori, tali inefficienze organizzative dovrebbero restare in capo alle aziende invece di essere trasferite sulle spalle del personale.

Le soluzioni proposte per una mobilità sostenibile

Le richieste sindacali mirano a un cambio di rotta che privilegi i turni continuativi e una pianificazione oraria basata sulle reali distanze tra casa e lavoro. Tra le proposte avanzate figurano anche la limitazione dei trasferimenti tra diversi punti vendita e l’introduzione di strumenti di compensazione economica, come bonus carburante e indennità specifiche per chi affronta le situazioni più onerose. Si punta inoltre a una migliore armonizzazione dei turni con gli orari dei mezzi pubblici locali. La posizione di Filcams, Fisascat e Uiltucs è netta: non è più tollerabile che il costo dell’organizzazione aziendale gravi interamente sui lavoratori, compromettendo la tenuta sociale di un’intera regione.