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Ciclismo, calendario fitto: dal Tour de France alla Vuelta in poco più di un mese

Ineos: il team britannico rinuncia a Thomas e Froome, Landa lo aveva previsto

Sono stati ben due i vincitori del Tour de France favoriti per la vittoria finale a essere stati esclusi dal team Ineos. Le parole di Landa riguardo la difficoltà di rendere compatibili campioni di tale livello nello stesso team, a distanza di mesi, ora risuonano come una profezia. Inoltre, da fine agosto a fine ottobre il ciclismo sarà protagonista con le grandi classiche: Tour de France, Giro d’Italia e Vuelta in poco più di un mese; per ovvi motivi di organizzazione e di forma fisica probabilmente molti ciclisti saranno portati a fare delle scelte difficili relative a quale competizione partecipare.

Edizione numero 107 del Tour de France orfana di due ex campioni

Lo aveva previsto il ciclista spagnolo Mikel Landa in una recente intervista, affermando che il team britannico avrebbe dovuto fare i conti con personalità vincenti non facili da far convivere fra di loro e così è stato: l’Ineos, per apparenti motivi di equilibrio nel proprio roster, ha rinunciato sia al vincitore dell’edizione del Tour de France 2018 Geraint Thomas, sia al quattro volte campione della stessa competizione Chris Froome. Il ciclista kenyota e il ciclista gallese non sono stati quindi scelti per comporre la squadra di otto corridori della classica corsa francese che terminerà il 20 settembre, ufficialmente per motivazioni legate al loro recente scarso rendimento in occasione della preparazione durante il Criterium del Delfinato. Diventa, quindi, ancor di più di diritto Egan Bernal il super favorito da addetti ai lavori e scommesse online di Betway per portare a casa il Tour de France, ciclista che è attualmente il detentore del titolo e sul quale evidentemente il team Ineos punta tutto. Con l’assenza di Froome e Thomas, il ruolo di outsider per il titolo francese passa a Primoz Roglic, mentre più staccato, ma comunque fra i primi tre favoriti, troviamo il trentenne olandese Tom Dumoulin, compagno di squadra proprio del ciclista sloveno nel team Jumbo-Visma. Carapaz, invece, per caratteristiche tecniche sembrerebbe più portato a comportarsi bene al Giro d’Italia, competizione che cercherà di vincere per la seconda volta consecutiva ma dove ad aspettarlo ci sarà l’esperta concorrenza del siciliano Nibali della Trek-Segafredo, che cerca la sua terza maglia rosa per entrare definitivamente ancor di più fra i grandi del ciclismo che hanno vinto il Giro tre volte, come Gino Bartali e Felice Gimondi.

Calendario fitto: dal Tour de France alla Vuelta in poco più di un mese

Curiosamente, in seguito allo slittamento di tutte le corse non sarà il Giro d’Italia ad aprire la stagione ciclistica 2020 bensì il Tour de France. La Grande Boucle, come detto, vedrà l’arrivo al 20 settembre nella magica cornice parigina degli Champs Élysées e partirà da Nizza a fine agosto, ma subito dopo il “tour brutale”, come lo ha definito Chris Froome, ci sarà il Mondiale ad Aigly-Martigny in Svizzera. Ma gli appuntamenti del grande ciclismo non si fermano qui e l’autunno farà da sfondo a un Giro d’Italia che comincerà stranamente a inizio ottobre e si concluderà il 25, partendo dalla Sicilia e toccando anche la Calabria, tornando protagonista nel sud Italia. La classica italiana, tanto attesa e temuta poiché si terrà subito dopo il Tour de France, si accavallerà a un’altra grande classica del ciclismo europeo: la Vuelta di Spagna, con data di inizio prevista per il 20 ottobre. Il trentunenne spagnolo Mikel Landa, interpellato su questo “traffico” di classiche nel periodo settembre-ottobre, aveva affermato che questo fitto calendario porterà sicuramente tanti ciclisti a dover fare delle scelte difficili, anche in base alle proprie caratteristiche. Secondo le considerazioni di Landa, sarà mai come in questo periodo il lavoro di team a essere determinante per portare a casa risultati importanti. La composizione variegata della squadra potrebbe garantire quel valore in più in momenti di difficoltà, per questo motivo per essere competitivi bisognerà avere scalatori e velocisti pronti ad affrontare con qualità ogni situazione che si presenterà durante le tappe delle grandi classiche.

Si sentirà in parte sollevato Mikel Landa dalla notizia dell’esclusione dei due campioni Froome e Thomas, che egli stesso aveva definito come rivali importanti per la vittoria del Tour de France, al quale il ciclista basco tiene particolarmente, giacché si è sempre comportato bene su territorio francese senza però mai portare a casa la maglia gialla.