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“L’UniCal nel Borgo – Laureati cerisanesi in 40 anni di storia”

La Laurea, l’appartenenza, la responsabilità: a Cerisano un firmamento d’emozione e tante storie, in una bellissima Storia.

di Pierfrancesco Greco

Le carezze dell’aria fresca, vaticinante l’imminente stagione autunnale, domenica sera posavano il loro dolce tocco sull’etera cornice dei Giardini superiori del Palazzo Sersale di Cerisano: nella platea, opportunamente allestita, in ossequio alle misure anti-Covid, i refoli rendevano ancor più piacevole l’attesa per il simposio “L’UniCal nel Borgo – Laureati cerisanesi in 40 anni di storia”, promosso e organizzato dal Comune di Cerisano, dalla locale Pro Loco e dall’Associazione Internazionale “Amici dell’UniCal”.

 

Gli ospiti, diligentemente muniti di mascherina, avevano, per larga parte, già preso posto … Poi, l’evento ha avuto inizio: un evento celebrativo e, insieme, propedeutico alla definizione e al perseguimento di un percorso virtuoso, da una parte finalizzato a favorire il riconoscimento e il consolidamento di un sedimento identitario tra coloro i quali hanno coronato gli studi presso l’UniCal, e dall’altra legante e collegante, in mutualistica simbiosi, l’Università della Calabria con le realtà territoriali la cui vicenda comunitaria, grazie all’impegno delle cittadine e dei cittadini che hanno abbracciato gli studi, si è intersecata e s’interseca con la storia dell’Ateneo; un evento nel cui ambito, moderata dalla professoressa Silvia Mazzuca, docente UniCal e curatrice della serata, unitamente alle professoresse Daniela Pellegrino, Maria Luisa Di Gioia e Sonia Trombino e al professor Franco Bartucci, portavoce dell’Associazione Internazionale “Amici dell’UniCal”, s’è tenuta una tavola rotonda, a cui hanno dato contenuto i contributi verbali del sindaco di Cerisano, avvocato Lucio Di Gioia, della Senatrice Fulvia Caligiuri, del Presidente della Provincia di Cosenza, Franco Iacucci, del ProRettore Vicario dell’UniCal, professoressa Maria De Paola, e del ProRettore al Centro Residenziale UniCal, nonché Presidente dell’Associazione Internazionale “Amici dell’UniCal”, professoressa Patrizia Piro; un evento sviluppatosi tra ricordi e progetti, tra bilanci e slanci, tra sorrisi e sospiri, tra emozione e commozione, tra benemerenza e appartenenza, tra responsabilità e Umanità. Ecco, forse sono queste le parole che meglio compendiano il senso nobile della manifestazione: i ricordi di lunghi segmenti esistenziali vissuti tra i viali, sul Ponte, nelle aule dell’Università della Calabria, accompagnati da progetti che guardano lontano.

 

Progetti aventi come poli l’agevolazione dell’affermazione professionale, per i cervelli che ivi si formano, e il progresso territoriale di un angolo del mezzogiorno d’Italia, il quale, grazie all’Università, ha trovato una sua centralità, offrendo a tanti figli di questa terra l’occasione di imboccare la giusta strada, il che rende i bilanci, individuali e collettivi, inerenti a questi primi cinque decenni di attività dell’UniCal, assolutamente positivi, forieri di ulteriori slanci verso il futuro, tratteggiati con acribia dagli ospiti intervenuti alla manifestazione cerisanese, illuminata, oltre che dal limpido firmamento aleggiante sui ciottoli dei Giardini e sugli occhi dei partecipanti, anche dai sorrisi che hanno punteggiato la visione di un breve ma vivace ed efficace video, attraverso cui diversi dei laureati presenti hanno dato volto e voce a testimonianze stillanti felicità, nostalgia, arguzia, creatività; testimonianze, in alcuni casi rilasciate anche dal vivo durante la serata, capaci di trarre sospiri dall’animo degli astanti, soprattutto allorché si è parlato di sacrifici sostenuti, di difficoltà superate, di obiettivi raggiunti o da raggiungere, di sentimenti sbocciati, di accessibilità agli studi, in particolare per le categorie svantaggiate, come i disabili, da migliorare. Testimonianze di vita, oltre che di studi, che hanno ridato respiro a un’emozione sopita, ma sempre viva, qual è l’emozione della laurea, rivissuta nel proscenio dell’antica residenza ducale cerisanese con spontanea commozione da una nutrita rappresentanza di quei cittadini di Cerisano che, avendo conseguito, tanto nei lustri scorsi quanto in tempi più recenti, il titolo accademico presso l’Ateneo di Arcavacata, hanno, domenica sera, incontrato la gratificazione di un’aulica benemerenza, riscoprendo l’appartenenza alla comunità universitaria e, nel contempo, la responsabilità di concorrere, sulla scorta della preparazione, della capacità analitica e critica acquisite nel corso dell’itinerario formativo, alla definizione di nuovi orizzonti per la propria comunità territoriale, ove dare fattualità al fine ultimo, di portata universale, insito nella dimensione connotata dall’unità lessicale di Umanità, nel suo effettivo, pieno contenuto semantico: contribuire, ognuno con le proprie attitudini, con le proprie competenze, con le proprie conoscenze, con i propri talenti, con le proprie possibilità, all’evoluzione, al progresso, in definitiva, alla felicità dei propri simili, ovvero della propria comunità e, quindi, in una visuale più ampia, dell’intero consesso umano. La consegna delle pergamene che perpetueranno, nella rimembranza delle laureate e dei laureati cerisanesi, gli attimi trascorsi domenica sera, mentre lo schermo regalava le immagini dei fausti giorni del serto d’alloro, sulla ribalta dell’antico maniero dei Sersale, magicamente affacciato sull’illuminata notte della Valle del Crati e della Sila, hanno coronato un’iniziativa che ha ben rappresentato la mission dell’Associazione Internazionale “Amici dell’UniCal”, nata, ha spiegato la professoressa Patrizia Piro, per “mantenere il collegamento tra i laureati dell’UniCal nel territorio: essa, in particolare, intende valorizzare il capitale umano, consentendo una ricaduta delle energie positiva, affinché i luoghi di partenza abbiano dallo scambio con l’Università una spinta all’innovazione e, viceversa, dai borghi ci sia sempre linfa vitale verso l’UniCal.

L'università come opportunità di vita per le nuove generazioni.Credo sia questo il miglior modo per raccontare la serata appena trascorsa…#UnicalnelBorgo#Cerisano

Posted by Lucio Di Gioia on Sunday, August 30, 2020

Da qui l’importanza di queste iniziative, che rafforzano i legami tra i borghi limitrofi, il territorio dell’UniCal e l’UniCal stessa. Dai borghi sono emerse eccellenze, elevate professionalità che esercitano in loco e, da qui, in tutto il mondo, mantenendo sempre salde le radici e la nostra storia, la propria storia. Dall’UniCal è partita la nostra Storia e con l’UniCal essa continuerà”. Una bellissima Storia, che custodisce tante altre storie, le nostre storie. Una bellissima Storia e una bellissima iniziativa, insomma: un’occasione per palesare l’orgoglio d’esser parte di una delle istituzioni più prestigiose del panorama universitario, non solo nazionale; soprattutto, un’opportunità per inquadrare, nella dimensione maggiormente congrua, la centralità della Cultura, del Sapere, dello Studio nell’ambito di un territorio desideroso di crescere, di migliorare, di elevare la propria sensibilità civica, in una prospettiva comunitaria, orientata a nobilitare valorialmente il volto della nostra aspra e sublime terra di Calabria. Una sensibilità che può trovare forza propulsiva nelle Emozioni, come quelle respirate domenica sera, a Cerisano, con le sue laureate e i suoi laureati: Emozioni vissute, ma non passate… Emozioni che nelle parole è difficile contenere, che con le parole è difficile spiegare… Emozioni, già… Quelle che dalle parole vengono solo abbozzate… Quelle che le carezze dell’aria fresca, vaticinante l’imminente stagione autunnale, serberanno per sempre, portandole, con un dolce tocco, oltre l’etera cornice dei Giardini superiori del Palazzo Sersale.