Sab 24 Ott 2020
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Sanità: evidente sfacelo in Calabria. Commissariamento fallimentare

Sanità in Calabria: ma chi protegge i commissari?

E’ convincimento diffuso che, al di là delle appartenenze politiche, non c’è nessuno in Calabria, con un minimo di rilevanza ed evidenza politica, che consideri positiva e da confermare la gestione commissariale della sanità, dopo anni – oltre dieci – di sfracelli e di passività accumulate.

L’intervento di Orlandino Greco per “Italia del Meridione”, fa impietosamente il punto della situazione ed emerge che, se non siamo già sotto il livello di guardia, poco ci manca. Ma già i sindacati, in questi anni di sfracelli commissariali piuttosto tiepidi, qualche settimana fa, di fronte all’evidenza dei risultati fallimentari della gestione commissariale, avevano chiesto al ministro Speranza la revoca del regime commissariale.
Non meno preoccupata Jole Santelli, alle prese con gli scenari foschi dell’ondata autunnale del coronavirus, la stessa che a Febbraio ha lanciato l’allarme della “carneficina” da virus in Calabria e che ora ha chiesto al governo di prendersi la responsabilità di mettere fine ai fallimenti, alla inadeguatezza e alla dimostrata incompetenza della gestione commissariale.

La rete ospedaliera è stata scardinata, il piano di rientro si è risolto in maggior debito, il costo della migrazione sanitaria è aumentato, le ASP di Reggio, Catanzaro, Cosenza, Crotone e Vibo presentano buchi milionari nei bilanci ma i commissari non si toccano, né si sostituiscono. Si pensava che, almeno, il generale Cotticelli mantenesse fede al suo impegno di ripristinare la legalità nella sanità calabrese. Le fatture pagate due volte in alcune ASP la dicono lunga. Non se la prenda il generale ma, se per un verso gli si può perdonare l’incompetenza a gestire sale operatorie e reparti infettivi, non gli si può perdonare di non aver portato alla luce il marcio che c’è nella sanità calabrese e che non risparmia nessuno dopo che è diventata prateria elettorale delle bande di potere, delle clientele sottostanti e di quella “zona grigia” che – ci hanno spiegato – ha le mani dappertutto.

Ma resta senza risposta, a fronte di una totale mancanza di notizie circa i dispositivi e le strutture predisposte per l’ondata autunnale in arrivo, l’interrogativo: chi protegge i commissari dello sfascio della sanità calabrese ?