Mer 19 Gen 2022
spot_img
HomeAttualitàCotticelli a “L’Arena”: “Non connettevo nell’intervista"

Cotticelli a “L’Arena”: “Non connettevo nell’intervista”

“Sembrava la mia controfigura. Io non so in quel momento cosa mi sia successo. La mia famiglia non mi ha riconosciuto. Non connettevo. Il piano anti-Covid l’ho fatto io. Sto cercando con un medico di capire se ho avuto un malore o qualche altra cosa”.

Così il commissario dimissionario alla Sanità Calabrese Saverio Cotticelli ospite de “L’Arena” di Fabrizio Giletti, in onda su La7. “Quell’intervista è stata la conclusione logica di un attacco di delegittimazione di una persona che aveva lavorato in Calabria dove quando tocchi degli interessi devi essere eliminato”.

L’ex commissario prosegue: “Aver mandato un generale dei carabinieri a gestire la sanità in Calabria è un fatto importante. Nei primi giorni in Calabria sono andato a trovare Nicola Gratteri il quale mi ha detto: “se vuole sopravvivere deve lavorare giorno e notte, mangiare in ufficio e non frequentare nessuno”. Ho fatto questo”.

“Dopo quell’intervista mi sono dimesso -ha proseguito Cotticelli -perchè mi vergognavo. Mi sono dimesso perchè ho sbagliato ed è giusto che io paghi per rispetto della mia storia. Sono qui per dire come stanno le cose”.

Non è mancato nemmeno il ricordo di Jole Santelli: “Se lei non fosse deceduta -ha concluso Cotticelli  – non saremmo in questa condizione. Abbiamo collaborato e lavorato bene insieme”.

“Chiedo scusa ai calabresi ma sappiano che io ho il cuore e le mani pulite. Ringrazio i sindacati che sono una forza viva della Calabria e ai quali mi sono appoggiato troppo tardi. Chiedo scusa per non aver raggiunto i risultati prefissati ma ho dato la vita per Calabria e voglio bene alla Calabria” – chiosa Cotticelli