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Paola, movimento RBC a Conte: potenziamento servizio sanitario e apertura nuovi ospedali

Il movimento politico-culturale “Rete dei Beni Comuni” di Paola (CS) scrive al Presidente Conte sul potenziamento del servizio sanitario calabrese e l’apertura di nuovi ospedali.

Nella missiva trasmessa a mezzo p.e.c. e p.e.o. si legge:

“Il diritto fondamentale alla salute sancito nella nostra Costituzione, in Calabria, dove i continui tagli alla spesa sanitaria, il contenimento di nuove assunzioni, lo smantellamento di interi ospedali, l’inadeguatezza delle strutture, non si è mai realizzato.

Il sistema pubblico è al collasso!

Le recenti statistiche confermano che la Calabria è agli ultimi posti in ambito di assistenza sanitaria e un recente studio nazionale attesta che il 60% delle strutture ospedaliere esistenti ha più di 40 anni (la metà di queste ha dimensioni troppo piccole rispetto alle moderne esigenze).

Le responsabilità di questa situazione è da ricercarsi nella politica regionale e nazionale, troppe volte infiltrata dal malaffare dei colletti bianchi per cui la sanità ha rappresentato e rappresenta il più grande bacino elettorale, uno strumento per lucrare ingenti profitti a danno di un popolo spesso inerme e rassegnato.

In Calabria non si muore di malasanità, si muore di malapolitica intrecciata a massoneria e ‘ndrangheta. Un dato su tutti: circa il 70% del bilancio regionale è destinato alla sanità.

Era davvero necessario il coronavirus per prenderne coscienza collettivamente?

Se si vuole continuare ad ignorare la genesi, il problema non potrà mai essere risolto.

Chi nel corso degli anni ha guidato la Regione, giunte di centrodestra e di centrosinistra, governatori, assessori e politici regionali, sono evidentemente complici di una situazione che il virus ha “smascherato” con evidenza disarmante. Troppo semplice scaricare la responsabilità sul Presidente Conte, fino a poco tempo fa professore universitario.

Ora basta! Bisogna avere il coraggio di fare un salto di qualità e rifuggire da logiche che, attraverso estemporanee battaglie di campanile, hanno avuto il solo obiettivo di distrarre dalla palese inadeguatezza di tutta la classe dirigente: maggioranza e opposizione.

Chiediamo con forza che il diritto alla salute venga garantito a tutto il Tirreno-Cosentino, senza distinzione tra cittadini di serie A e cittadini di serie B.

Se la Calabria perde questa battaglia, la perdiamo tutti.

Le strutture ospedaliere presenti sul territorio sono spesso inadeguate a rispondere agli standard minimi richiesti.

I tagli al settore socio-sanitario, hanno prodotto più danni che benefici.

A nulla sono valse in tutti questi anni le nostre denunce e quelle di decine di associazioni.

In tale contesto si inseriscono gli ospedali di Paola, Cetraro e Praia a Mare e i Poliambulatori di Scalea e Amantea, sottoposti tutti ad un lento, sistematico e silenzioso smantellamento, strutture nate per servire una parte del territorio difficilmente collegata con il vicino capoluogo a causa dell’imponenza dell’Appennino paolano che le sovrasta e rende difficili gli spostamenti.

Questi presidi sanitari, frutto di storiche battaglie, sono punto di riferimento per i paesi limitrofi ed hanno rappresentato un’avanguardia con numerosi reparti di eccellenza.

Depotenziarli è stata una scelta apparentemente incomprensibile, che non ha tenuto conto del territorio.

Sarebbe il caso di prendere in seria considerazione la costruzione di un grande Nuovo Ospedale del Tirreno-Cosentino e in seguito la riorganizzazione delle strutture già presenti secondo la logica degli “Ospedali riuniti”.

Il Sindacato Medici Calabria da oltre 15 anni, attraverso i suoi massimi rappresentanti, ha lanciato questa proposta che rappresenta per noi una vera e propria necessità per riorganizzare e riqualificare l’offerta sanitaria locale.

Una struttura vocata all’eccellenza, con l’impiego di tecnologie all’avanguardia per supportare il lavoro di tutti gli operatori sanitari.

Non importa l’ubicazione, quanto piuttosto la certezza di ricevere le cure migliori, evitando così le migrazioni verso gli ospedali del Nord, tra le principali cause dell’impoverimento della sanità locale.

Siamo da subito disponibili ad un confronto con tutte le istituzioni locali e nazionali al fine di concordare una comune politica di investimenti.

Chiediamo, di attivare immediatamente i 4 posti di terapia intensiva No- Covid presso l’ospedale di Paola (Cs), dotando immediatamente la struttura già pronta, di tutti gli arredi e le apparecchiature mancanti, richiamando se necessario gli anestesisti in pensione.

L’occasione è stata utile anche per chiedere, con urgenza, la revoca dell’incarico commissariale a Zuccatelli con nomina di un nuovo commissario che abbia specifiche competenze manageriali e sanitarie al quale il Governo garantisca un’equipe e una rete di “protezione” da potenziali ingerenze che costituirebbero un ostacolo all’immediata operatività e all’inizio di una fase di discontinuità, propedeutica ad un cambiamento generale. Situazione risolta con le dimissioni di Zuccatelli nelle prime ore del pomeriggio di ieri su invito del Ministro Speranza. È chiaro a tutti che questa responsabilità oggi è del Governo al quale ci appelliamo, anche in virtù del prossimo stanziamento di ingenti fondi alla sanità calabrese che se lasciati alla gestione regionale rischiano di diventare strumento per la prossima “campagna elettorale”.

I fondi sono utili e devono costituire un’occasione per dotare la Calabria di una sanità pubblica di eccellenza. Per raggiungere questo scopo occorre una nomina esterna, autorevole e capace, coadiuvata da un’equipe di professionisti.

Battiamoci per una sanità pubblica di eccellenza, con al fianco strutture private ausiliarie e non lucrative: la salute solo come diritto e non come profitto.

Giuliana Cassano Avv. Francesco Giglio

(Consigliera Comune di Paola) (Delegato Rete dei Beni Comuni)