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“Basta sanità commissariata”, sindaci calabresi oggi da Conte

E’ giunta a Roma la delegazione dei sindaci calabresi che oggi pomeriggio incontrerà il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. 

I sindaci calabresi davanti a Montecitorio per dare vita ad una manifestazione di protesta statica promossa dall’Anci regionale per richiamare l’attenzione del Governo sulla situazione della sanità in Calabria.

Alla manifestazione parteciperanno anche i parlamentari eletti nella regione e una delegazione di consiglieri in rappresentanza del Consiglio regionale.

La nostra adesione alla manifestazione – fanno sapere i primi cittadini – è finalizzata ad ottenere delle specifiche integrazioni da recepire in sede di conversione in Legge del “Decreto Legge Calabria”. A partire dal definire, insieme, le linee principali di azione per esautorare il prima possibile, emergenza permettendo, la lunga fase commissariale, costruendo insieme le condizioni per il pareggio di bilancio ed innalzamento dei LEA, così da avviare – definitivamente – una nuova stagione della tutela della salute dei cittadini calabresi e del rilancio della sanità pubblica regionale stessa;
ripianamento totale del debito storico (certificato e sommerso) del settore sanità calabrese
determinatosi nei periodi commissariali; superamento delle barriere poste dall’art.11 del
precedente provvedimento “Calabria” prevedendo uno sblocco, definitivo, del Turn-over per
permettere così, alla sanità territoriale ed ospedaliera, di dotarsi del personale amministrativo, medico e paramedico numericamente necessario; contestuale acquisto delle necessarie strumentazioni elettromedicali per riattivazione degli ospedali dismessi e potenziamento delle capacità degli ospedali Spoke, di “confine” e di quelli Generali, nonché dei Dipartimenti di Prevenzione, con riguardo alla medicina territoriale e potenziamento delle Usca. Riteniamo, quindi, che la presenza dei sindaci calabresi a Roma debba assumere non solo il ruolo di protesta, ma anche e soprattutto di collaborazione tra le istituzioni, al di là delle appartenenze partitiche e delle strumentalizzazioni che ci auguriamo nessun leader nazionale voglia fare.