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Prof Morra, ma come ha fatto ad insegnare? La lettera di Anna Zupi

Caro Morra,
forse dimentica che anche lei è calabrese (di adozione ahinoi) e anche lei è stato aiutato: votato dagli stessi elettori della Santelli (che non ho mai sostenuto, ma non per la sua malattia premetto) altrimenti su quella poltrona non ci sareste arrivato mai.
A prescindere dallo schifo che è emerso e che abbiamo sempre saputo da Tallini a Cotticelli e quanti ne verranno, ciò che mi inorridisce davvero e che lei è un professore e vorrei sapere se a scuola ha insegnato ai suoi ragazzi valori come l’emarginazione: perché stando alle sue parole un malato deve essere emarginato.
Ora le dico io una cosa: il tumore è il male del secolo, in Calabria il vero problema è la sanità; centinaia di persone quotidianamente si recano in ospedale per affrontare chemioterapie, radioterapie, interventi, TAC, pet. Dietro quella parola che lei ha pronunciato con leggerezza: “tumore” ,c’è una guerra psicologica e fisica che distrugge il malato e la famiglia. Lei si è permesso di offendere persone, guerrieri, che combattono una lotta contro il tempo, contro una sanità precaria, per avere una vita dignitosa senza pietismi né commiserazioni.  ogni malattia va rispettata come ogni malato.
Sà Senatore, le malattie sono come la politica, sono democratiche, talmente democratiche che non guardano in faccia nessuno uomini, donne, bambini, bianchi, neri.  I tumori, le leucemie si curano o almeno ci si prova; quello che non si cura è l’ignoranza purtroppo. Chieda scusa alle persone che lottano quotidianamente per essere trattate con dignità, a chi ogni giorno va a lavorare nonostante abbia avuto un tumore, chieda scusa a tutte le persone che lottano per avere la loro Indipendenza e la loro dignità, chieda scusa alla famiglia di Jole Santelli, perché le malattie vanno oltre ogni tipo di rivalità politica e tirare in ballo una persona defunta è una caduta di stile ancora una volta per la Calabria e una ferita aperta per la famiglia.
Anna Zupi