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Cerisano, la morte di suor Celina non cancella i suoi ricordi

di Pierfrancesco Greco

Poco più di cinque anni fa, l’11 ottobre del 2015, ebbi la fortuna di partecipare a una festa speciale: la festeggiata era un’anziana signora, una dolce Suora, la quale quel giorno coronava una meta, anzi, un sogno, alimentato da una fede granitica, profonda, sincera; quel giorno le consorelle, i familiari, le amiche e gli amici celebravano il 75° Anniversario di Professione Religiosa  di quell’anziana signora. Attimi di affetto, di commozione, di gioia adornarono il pomeriggio di una domenica particolare, trascorsa nell’Istituto delle Suore del Verbo Incarnato di Cerisano. Tornato a casa, scrissi di getto un articolo, che pubblicai qualche giorno dopo. Non resistetti e diedi forma a quelle poche frasi, ispirate dagli occhi: già, perché negli occhi di quella dolce, esile, forte Suora, resi lucidi da quell’apoteosi d’amore condiviso con tante persone care,  s’intravedeva tanta serenità: gli anni non erano un peso; gli anni, i suoi anni, erano stati un continuo ringraziamento, una lunga preghiera a Gesù. Sì, a Gesù, che oggi ha accolto quella dolce signora nello splendore del Giorno senza fine. Arrivederci, Suor Celina… E Grazie!

Ecco, di seguito, l’articolo summenzionato: è un racconto di festa, di felicità, di amore. Sì, Festa, Felicità, Amore: Suor Celina adesso sta vedendo, sta vivendo, in una dimensione infinitamente più ritemprante, tutto questo da vicino. E lo vivrà per sempre! E Lei sarà con noi per Sempre, ben oltre i Cento anni passati quaggiù! 

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L’Istituto delle Suore del Verbo Incarnato di Cerisano ha celebrato il 75° Anniversario di Professione Religiosa di Suor Maria Celina Guido: settantacinque anni di vita totalmente consacrata al Signore, settantacinque anni vissuti cercando sempre la perseveranza nell’osservanza dei sacri precetti della dottrina cattolica, dedicandosi al prossimo.

Un Dolce Dono D’Amore

da Cerisano

Un’emozionante espressione, collettivamente corposa, di gioia affettuosa, ha, domenica pomeriggio, alitato a Cerisano, nel salone del locale Istituto delle Suore del Verbo Incarnato, dove è stato degnamente celebrato il 75° Anniversario di Professione Religiosa di una consacrata, Suor Maria Celina Guido, nella quale si compendiano quei valori e quelle virtù proprie delle esistenze capaci di trovare nella Verità della Parola la Luce di ogni giorno. Si è trattato di un momento importante, non solo per le consorelle che, con Suor Celina, condividono la loro missione a Cerisano, bensì per tutta la Congregazione, fondata a Palermo, nel 1884, dalla Venerabile Madre Carmela Prestigiacomo. Un momento di letizia, a cui hanno partecipato, oltre alle consorelle del succitato Istituto cerisanese, guidate dalla Madre Superiora Suor Maria Rosalia Scelfo, numerosi fedeli, amici e parenti, giunti anche dall’hinterland e da Cosenza, città d’origine di Suor Celina, nonché, la Madre Provinciale della Congregazione, Suor Romana Germania, e Suor Rosane Garcia,  Vicaria della Madre Generale: tante, care e autorevoli presenze, insomma, tante persone, tra cui anche diversi genitori dei bambini frequentanti la Scuola dell’Infanzia annessa all’Istituto di Cerisano, che hanno voluto congruamente omaggiare, con un sorriso o con una carezza, con una parola degna di tal somma ricorrenza o con un gesto colmo di riconoscenza, questo invidiabile traguardo. Settantacinque anni di vita totalmente consacrata al Signore, settantacinque anni, vissuti cercando sempre la perseveranza nell’osservanza dei sacri precetti della dottrina cattolica, rappresentano, invero, più che un traguardo da invidiare, un esempio da imitare, per tutti, anche per coloro, come i laici, come i semplici credenti, i quali, pur non essendo baciati dal dono della vocazione, sono comunque chiamati, in quanto parte di una grande Famiglia spirituale, qual è la Chiesa, ad affermare, diuturnamente e, alla stregua dell’opera propria dei santi, eroicamente, la sequela a Cristo, che di questa grande Famiglia è l’Apicale Prodromo. Un esempio, già: Suor Celina lo è stato, lo è e lo sarà per le tante comunità, tra cui Corleone, in Sicilia, Castelsilano, Spezzano Sila, Grimaldi e, ora, Cerisano, ove ella è stata chiamata ad operare, dal 1940 in poi. Un’esperienza intensa, che appare stupendamente didascalica e che domenica pomeriggio, a margine della celebrazione eucaristica, presieduta da don Enzo Gabrieli, vicario foraneo e postulatore della Causa di Beatificazione della summenzionata Venerabile Madre Carmela Prestigiacomo, e concelebrata da Padre Marcellino Bilella e da don Giuseppe Leone, è stata cristallinamente tratteggiata, con amorevole poesia, dal fratello di Suor Celina, Francesco “Franciscuzzu” Guido: “la storia della vocazione di mia sorella, strettamente legata, anche per merito di mia madre, alle suore del Verbo Incarnato di Cosenza, si può far iniziare negli anni 1934/35. Io e tutta la famiglia Guido eravamo assidui frequentatori della Chiesa del Santissimo Crocifisso della Riforma, in Cosenza. Dovevo fare la prima Comunione e fu allora che vennero a catechizzarci due suorine, carine e socievoli: Suor Dorotea, di cui conservo ancora un dono, una piccola natività, che mi regalò quando tornai dal mio viaggio di nozze, e Suor Maria Cristina, che ebbi il piacere di rivedere e riabbracciare in occasione del cinquantesimo anniversario della professione di mia sorella S. M. Pierina. Tornando a quei gloriosi anni ’30, ricordo che Suor Dorotea e Suor Maria Cristina, arrivate da poco a Cosenza, erano ospiti in Via Alimena, presso una famiglia. Successivamente, si trasferirono nell’attuale casa di Via Don Minzoni, che Suor Dorotea, con il suo fare signorile e accattivante, riuscì ad arredare opportunamente e a crearvi un accorsato asilo infantile, un educandato e un laboratorio di ricamo. Mia madre, attenta alla formazione dei propri figli, non tardò a instaurare  un cordiale rapporto con le suorine, facendo sì che prima mia sorella Rosaria, oggi S. M. Celina, poi mia sorella Ida e, infine, mia sorella Iolanda, oggi S. M. Pierina, frequentassero il laboratorio. E fu così che mia sorella s’innamorò della loro vita e decise coscientemente di unirsi a loro per sempre”. Una narrazione piacevole e intensa, quella di Francesco Guido,  il quale, tra ricordi familiari e aneddoti vari, raccontati anche in versi vernacolari, ha deliziato e commosso i presenti per la dolcezza con cui ha inteso porgere gli auguri all’adorata sorella maggiore: “…Iu nun ti dicu nenti: lu Signuri / Ti fa sta’ bona quantu voli Iddru, / sempre sanizza e senza cchiù duluri / sana de mente e fina di cervieddru. / Iu pregu ‘ppe ttia lu Signuruzzu, t’abbrazzu forti forti Franciscuzzu”. Parole dolci, oltremodo meritate, se si pensa all’instancabile opera di quest’arzilla e forte Sorella, che domenica, palesando grata emozione per tale tenera augurale manifestazione, ha, con floridezza, rinnovato la sua professione religiosa. E’ forte, forte nel suo amore per il Signore, Suor Celina, la cui biografia, unitamente a quella della Venerabile fondatrice della Congregazione delle Suore del Verbo Incarnato, potrebbe ben costituire, come ha affermato il celebrante don Enzo Gabrieli, durante la Santa Messa (a cui è seguita una gradevole parentesi di fraternità), l’aulico contenuto di un’edificante omelia: un’omelia stillante pace, speranza, impegno disinteressato per il prossimo e fede incondizionata in Colui che dona linfa ai nostri occhi, alle nostre menti, ai nostri cuori: quel cuore che, Cara  Suor Celina hai dato e continuerai a dare agli altri, anche perché, come qualcuno, domenica pomeriggio, ti ha scritto, “la luce che Gesù elargisce al tuo Cuore è per tutti noi un dolce dono d’Amore”. Auguri!

Pierfrancesco Greco