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Vaccino Pfizer in ritardo, slitta la dose per gli anziani

A quanto pare si tratterebbe di un ritardo dettato da alcuni interventi di manutenzione degli impianti Pfizer. Partite verso l’Italia il 29% di fiale in meno rispetto alla tabella di marcia concordata. Ovvero circa 165mila dosi mancanti su poco più di 562mila. Una riduzione drastica che rischia di impantanare il piano vaccinale italiano. Soprattutto perché la scelta di Pfizer è stata arbitraria anche in termini di distribuzione. «Il vero problema – ha spiegato Luigi Icardi, coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni – è che il taglio non è stato applicato in modo lineare per tutte le Regioni. Alcune non hanno avuto tagli, altre li hanno avuti invece per il 60%. Quindi ci deve essere una perequazione tra le Regioni». Un accordo di solidarietà per cui i governatori già martedì sera, nel corso di una riunione con Arcuri e i ministri Boccia e Speranza, hanno gettato le basi. Così come si è anche deciso che nei prossimi giorni si agirà legalmente contro Pfizer tramite l’Avvocatura dello Stato per inadempienza contrattuale.

Ma al di là dei problemi di uguaglianza territoriale e della legittima indignazione per il trattamento subito, per proseguire con la tabella di marcia definita e quindi iniziare con gli over 80 già dalla prossima settimana servirebbe che l’azienda farmaceutica recuperasse fin da subito lo svantaggio accumulato. Così però non sarà. «Anche la prossima settimana ci sarà un nuovo taglio delle dosi del vaccino Pfizer – ha aggiunto Icardi – Dal 25 gennaio non si tornerà in regola». Arcuri ha parlato di «una pur lieve ulteriore riduzione delle consegne», circa 5mila dosi sulle 470mila previste che comunque non mettono al sicuro lo svolgimento delle nuove prime vaccinazioni. Per queste serve infatti che si recuperi il gap della scorsa settimana, ma non lo si farà prima di febbraio.