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Comuni ricicloni, in Calabria solo 89 superano il 65% di differenziata

Su 404 comuni calabresi, solo 89 hanno superato il 65 % di raccolta differenziata nel 2019.

Spiccano, però, 19 eccellenze calabresi che compongono la classifica dei comuni calabresi “rifiuti free” (quelli dove ogni cittadino produce al massimo 75 chili di secco residuo all’anno): la provincia di Cosenza con 14 comuni virtuosi (Frascineto, San Benedetto Ullano, Terranova da Sibari, San Giorgio Albanese, Rovito, Pietrafitta, Scala Coeli, Morano Calabro, Cropalati, Buonvicino, San Donano di Ninea, Marano Marchesato, Serra D’Aiello e Carolei); segue la provincia di Catanzaro con 3 comuni (Tiriolo, Platania e Gimigliano) e poi quella di Vibo Valentia con due comuni (Mongiana e Francavilla Angitola). Nessun comune, invece, per le province di Crotone e Reggio Calabria.

Questi i principali dati presenti nel Dossier redatto da Legambiente Calabria, in collaborazione con l’Ufficio nazionale Comuni Ricicloni di Legambiente, presentato oggi nel corso dell’Ecoforum regionale sui rifiuti “L’economia circolare del futuro in Calabria: dalla teoria alla pratica”.

Emergenza perenne in Calabria. “Il problema rifiuti in Calabria – ha spiegato in apertura la presidente di Legambiente Calabria, Anna Parretta – é un’emergenza perenne nelle cui pieghe spesso si infiltra la criminalità organizzata può essere risolta solo attraverso il passaggio da un modello lineare ad un modello di economia circolare: riduzione dei rifiuti alla fonte, raccolta differenziata, riciclo e riuso. I rifiuti da problema possono trasformarsi in una preziosa risorsa, generando anche possibilità occupazionali. A tale scopo serve realizzare impianti della filiera del riciclo con le migliori tecnologie disponibili La Calabria è ad un punto di svolta: cerchiamo per una volta di andare nella direzione giusta”.

127 Amministrazioni non comunicano i dati. Al direttore generale dell’Arpacal, Domenico Pappaterra, il compito di spiegare le principali difficoltà nel reperire dai comuni i dati necessari per il monitoraggio dei territori. Nel corso del forum è stato infatti evidenziato che spesso i dati Arpacal non coincidono con quelli Ispra. “Il 30% dei comuni calabresi– ha spiegato Pappaterra – continua a non fornire i datie questo impedisce di monitorare la concreta produzione dei rifiuti sul territorio regionale. Nonostante i diversi solleciti, 127 comuni della Calabria non hanno trasmesso i dati ufficiali. La pandemia COVID-19 che ha colpito il mondo nel 2020 potrebbe essere una giustificante se non fosse che questo trend di mancata collaborazione è pressoché costante ormai da diversi anni”.