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Calciatore “escluso” dal Cosenza calcio per il suo cognome

Succede anche questo in Calabria, a Cosenza: essere escluso dalla squadra di calcio per colpa del suo cognome, forse, troppo ingombrante. Molto probabilmente è andata proprio così per Pietro Santapaola Junior, sebbene non abbia mai avuto a che fare con le dinamiche mafiose dell’omonimo clan catanese.

Il giovanissimo Pietro Santapaola Junior, che ha cominciato la sua carriera sportiva a 5 anni senza mai smettere di allenarsi e giocare, non ci sta a subire quella che reputa essere una “ingiustizia”. Si è rivolto ad un legale per far valere le proprie ragioni, presentando una denuncia ai carabinieri.

Pietro è nipote del boss catanese Nitto Santapaola, suo prozio, condannato all’ergastolo per l’omicidio del giornalista Peppe Fava ed il padre è stato condannato in primo grado a 12 anni per mafia. Ce lo ripetiamo sempre, le colpe dei padri non possono e non devono ricadere sui figli, ma a quanto pare il club rossoblù non la pensa così e condanna un ragazzo che nulla ha avuto a che fare con la vita criminale e che vorrebbe solo esser rispettato come qualsiasi altro ragazzo.

Dal 3 marzo ha smesso di allenarsi e la società del Cosenza pare abbia manifestato, tramite alcuni messaggi privati, l’intenzione di concludere il rapporto di lavoro. Il suo caso è adesso anche sul tavolo della Figc e della lega di serie B.