Sab 17 Apr 2021
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Covid-19: disturbi psicologici conseguenti all’infezione. Lo studio

Un nuovo e significativo studio promosso dalla collaborazione congiunta tra Università della Calabria, Università Magna Graecia di Catanzaro e il CNR di Mangone per quantificare i cambiamenti che il COVID-19 sta producendo nell’attività clinica degli psicologici italiani. Si tratta di un progetto di ricerca, patrocinato dall’Ordine degli Psicologi della Calabria. «Numerosi gruppi di ricerca in tutto il mondo hanno confermato la presenza di specifici disturbi psicologici che colpiscono le persone sia durante l’infezione da Sars-Covid2 che soprattutto dopo essere guariti» – ha affermato la professoressa Angela Costabile, ordinario di Psicologia dello sviluppo e dell’educazione, delegata del rettore per il counselling psicologico di Ateneo.

«Mentre l’attenzione mediatica e scientifica è rivolta alle/ai pazienti ricoverate/i presso i reparti COVID-19, non esistono ancora valutazioni su come questa pandemia abbia influito sulla attività clinica di psicologhe e psicologi all’interno dei loro ambulatori/studi» – ha rimarcato Francesco Craig, ricercatore di Psicologia clinica, Dipartimento di Culture, Educazione e Società – dell’Università della Calabria. «Lo psicologo dovrebbe essere una delle figure professionali in prima linea in questa situazione di emergenza sanitaria per la gestione delle problematiche legate al COVID-19 e dovrebbe essere tra le prime coinvolte negli studi epidemiologici» – ha proseguito la professoressa Liana Palermo, associato di Psicologia Generale, coordinatrice del CDL in Scienze e Tecniche di Psicologia Cognitiva dell’Università “Magna Graecia” di Catanzaro. «In questo studio, andremo a valutare, tramite un questionario online, l’incidenza che la pandemia ha avuto sulle attività cliniche degli psicologi presenti nel territorio Calabrese e Italiano. In particolare, siamo interessati a sapere come il COVID-19 ha influito, direttamente o indirettamente, sullo sviluppo di nuovi sintomi e/o sulla recrudescenza di sintomatologie pregresse» – ha precisato la professoressa Francesca Irene Foti, ordinario di Psicologia Generale, coordinatrice del CDLM in Psicologia Cognitiva e Neuroscienze, dell’Università “Magna Graecia” di Catanzaro.

«Al momento non sappiamo se, quanto e come si è modificata la richiesta di psicoterapia in Italia da quando il COVID-19 è scoppiato. Questo studio ci permetterà di avere un primo chiaro indicatore di come l’influenza del COVID-19 si sta spostando dalla popolazione al “lettino” dello studio e come i colleghi psicologi stanno vivendo questo cambiamento epocale» – ha concluso Antonio Cerasa, responsabile dell’IRIB- CNR di Mangone. Un rilevante percorso di ricerca che rafforza preziose collaborazioni tra professionisti. La situazione contingente, legata alla comparsa di un’epidemia virale in corso ha, dunque, posto la necessità di sostenere nuovi e approfonditi studi capaci di determinare le variazioni del COVID-19 sull’attività clinica degli psicologici.