Gio 13 Mag 2021
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Migrante bastonato: chiedeva di esser pagato per il suo lavoro. Associazione Elicriso: “Vicinanza agli stranieri”

“Ti ammazzo, ti ammazzo”, “ora prendo una pala e ti metto sotto terra”, “bastardo negro, ti ammazziamo”. Un migrante, originario del Gambia, aveva chiesto di essere pagato per le giornate di lavoro presso un’azienda agricola di Badolato, in provincia di Catanzaro, ma tanto è bastato per riportare un trauma cranico e toraco-addominale con una prognosi di 7 giorni. È stato aggredito e picchiato per oltre un’ora dal suo datore di lavoro e da altre cinque persone finite qualche giorno fa agli arresti domiciliari. Per la Procura di Catanzaro, guidata da Nicola Gratteri, e per il gip Gabriella Logozzo non ci sono dubbi che Alhagie Krubally sia stato vittima di un’aggressione commessa per “finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale e razziale”.

Ma a Badolato non tutti sono uguali, anzi il paese del catanzarese viene da sempre riconosciuto a livello internazionale paese dell’accoglienza e comunità multietnica. Ed è per questa ragione che l’Associazione Culturale Elicriso, attraverso un comunicato stampa, si schiera contro ogni forma di violenza e prevaricazione.

L’Associazione Culturale Elicriso – che opera nel comune di Badolato e nel territorio ionico-catanzarese, assieme ad una rete di cittadini e organizzazioni, in nome dell’integrazione e del contrasto alle disuguaglianze sociali – esprime vicinanza e solidarietà all’amico gambiano Alhagie Krubally.
Oggi più che mai, le Istituzioni, le associazioni della società civile e i liberi cittadini sono chiamati a stringersi intorno alle persone fragili che per necessità vivono lontano dalle proprie famiglie e che rappresentano una ricchezza socio-culturale per l’intera collettività ospitante. Badolato, da sempre riconosciuto a livello internazionale paese dell’accoglienza e comunità multietnica, si schiera contro ogni forma di violenza e prevaricazione e ribadisce con forza la propria vocazione filantropica. Non sarà una sparuta minoranza o un fatto isolato ad oscurare il lavoro, spesso silenzioso, di tante realtà virtuose che operano sul territorio in nome della fratellanza e della solidarietà sociale.
Ci sentiamo privilegiati e onorati di condividere le ricchezze e le mancanze di questo pezzo di Sud con i nostri fratelli gambiani, guineani, maliani, nigeriani, pakistani, camerunensi, senegalesi, curdi, marocchini, albanesi, rumeni, tunisini e con tutte le altre genti approdate a Badolato.
Loro, che più di noi calabresi, incarnano il concetto di resilienza.
Loro che fanno sì che Badolato sia Badolato.