di Maria Brunella Stancato
Una nuova rubrica con cui raccontare storie e passioni. Diamo il benvenuto, per la prima puntata del “salotto degli Over 60” a Giuseppina Onorato.
Ci conosciamo molto bene: nel corso di questo anno ha fatto passi da gigante dimostrando un forza ed una resilienza insita e propria delle donne, in particolare delle donne calabresi.
Sei una donna, una mamma, una nonna che ha sempre lavorato sia in casa che fuori, mi vuoi raccontare della tua meravigliosa famiglia e la tua giornata tipo partendo da quando avevi il negozio di merceria a Guardia Piemontese?
La mia famiglia è la cosa alla quale tengo di più ed è per me fondamentale, rappresenta la cosa più importante della mia vita e tutto quello che faccio è dedicato a loro, sia a quelli che ho vicino che a quelli che vivono lontano. Sin da ragazzina ho avuto un rapporto diretto con le persone ed il negozio di merceria mi ha dato tantissimo in quanto mi ha permesso di conoscere tante persone, mi ha permesso di aiutare nelle scelte da fare, di esprimere la mia creatività e la mia passione nell’accogliere e nel consigliare, ma anche di trasmettere il mio amore per la vita. Il mio negozio non era solo un punto di vendita ma era un punto di riferimento per molte persone che trovavano in me una spalla dove sfogare le loro ansie e le loro paure. Pur avendo chiuso il negozio da 6 anni molte persone, amiche e clienti mi chiamano ancora oggi solo per il gusto di chiacchierare un po’.
Si dice che quando avviene una tragedia o una notizia bella la mente fissa quel momento ed ogni qualvolta lo ricordiamo abbiamo nitidamente impresso il momento in cui è avvenuto. Ti chiedo di ricordare dove eri e cosa stavi facendo quando in tv sono andate le immagini di quel 7 marzo 2020, quando tutta quella folla e tutti quei ragazzi hanno assaltato i treni ed i pullman per cercare di tornare a casa prima della chiusura. Raccontami le tue sensazioni di allora.
In quel momento il mio pensiero, le mie sensazioni sono state contrastanti ma come era possibile che tutto quello stava accadendo, mi sono sentita assalita da tanta paura e chi è “scappato” nella speranza di fuggire da un nemico invisibile ha pensato che la casa e la famiglia li avrebbe salvati e protetti. Io non ho biasimato quelle persone, ho avuto modo di parlare con miei conoscenti di quanto accaduto, le loro opinioni erano contrastanti, ma penso che il distanziamento sociale sia giusto per proteggerci. Se capita a qualcuno di ammalarsi è giusto e necessario che queste persone stiano in quarantena ma devono sapere che la famiglia c’è. La Famiglia è il mio caposaldo, la mia ancora di salvezza.
Sin dai primi giorni di chiusura ti sei adoperata per aiutare gli altri, sei stata una delle prime ad iniziare a cucire le mascherine, hai aiutato tante persone e lo hai fatto in silenzio, dal tuo piccolo angolo di Paradiso, hai avviato una catena di solidarietà. E’ scattata una molla dentro di te? Raccontami, fammi entrare nel tuo mondo
Avevo un sogno nel cassetto, avevo voglia di fare, di raccontare, di scrivere, ma non sapevo proprio da dove iniziare. Ed ecco che scoppia il caso, le mascherine introvabili, nessuno le possedeva, nemmeno noi in casa ne avevamo; allora è nata in me la voglia di aiutare gli altri e mettere la mia arte a disposizione della comunità. Cucire le mascherine è stato un modo per aiutare ed aiutarmi, cucire e cucinare sono le mie passioni e quando lo faccio sento che riesco a realizzarmi, in quel momento potevo mettere a disposizione della comunità le mie abilità e l’ho fatto ben volentieri, poi sei arrivata tu e mi hai spinto a farlo sapere agli altri, perché era giusto dare un esempio e da quell’articolo di giornale tantissime altre nonne hanno seguito il mio esempio di cui sono orgogliosissima. Noi a casa non siamo mai stati soli, era un viavai continuo di vigili urbani che venivano per ritirare le mascherine confezionate e consegnarmi le stoffe che i negozi o donatori privati del territorio hanno regalato affinché potessi confezionare mascherine. Proprio a dimostrazione che la provvidenza è infinita è venuto in mio aiuto mio figlio, esperto più di me di tecnologia e mi ha stimolata a fare un video tutorial dove illustravo tutti i passaggi per poter confezionare le mascherina. E’ stato un boom, una emozione grande constatare che le persone apprezzavano quello che stavo facendo e che anche loro avevano iniziato a confezionare le così agognate mascherine, tutto ciò mi ha inorgoglita, gratificata e fatta sentire importante.
Il mio secondo video invece ha visto come protagonista Sua Maestà il “lievito”. La gente chiusa in casa voleva trovare il modo come occupare il tempo e quindi impastare, pizze, pane ma il lievito era introvabile. Essendo una maestra nel creare il lievito Madre (insegnatomi da mia nonna) ho realizzato, sempre con il supporto insostituibile di mio figlio Emiliano, il mio secondo video Tutorial dove passaggio per passaggio insegno come realizzare il lievito madre in casa e cosa più importante come mantenerlo vivo.
Dopo questo secondo Video Tutorial ho concretizzato cosa volessi fare e come potevo tramandare le tradizioni e rendere questo mio passatempo un sistema per custodire e tramandare il mio sapere agli altri. Ed è così che è nata la pagina Social “Cucina&cucito” di Nonna Pina” con anche il relativo Canale Youtube. Molto bello, emozionante e gratificante è stato ricevere un premio da parte dell’Amministrazione Comunale di Cetraro che ha voluto premiarmi. E’ stato un regalo importante che voglio condividere con tutta la mia famiglia i miei 4 figli ed 8 nipoti, mio marito che è al mio fianco da oltre 40 anni.
Dopo aver raccontato il passato ti chiedo di volgere lo sguardo al futuro e di dirmi se ti senti una sopravvissuta o il Covid ti ha dato modo di guardarti dentro e tirare fuori il meglio di te?
Sinceramente, non mi viene da definirmi una sopravvissuta o perlomeno sento di essere un sopravvissuta perché protetta dagli altri. In questa situazione pandemica nessuno di noi è solo. Tutti quanti noi stiamo vivendo questa storia e siamo, come ha detto Papa Francesco, “insieme su una barca in mezzo al mare”: non è solo un modo di dire ma l’unione fa la forza, come i nostri genitori hanno superato tantissime difficoltà e pandemie anche noi ce la faremo, ora più che mai abbiamo i mezzi per sconfiggere questo brutto male. Il Virus mi ha tolto i miei figli per oltre un anno, mi ha tolto la possibilità di poter festeggiare con loro le varie ricorrenze, i compleanni, le comunioni, mi ha tolto l’amore di un abbraccio verso mio figlio positivo al Covid quando ha sconfitto il virus. Ad ogni modo mi ha dato la possibilità di rafforzarmi e di far emergere la Pina forte e combattiva che avevo messo un po’ da parte.
Ci avviamo alla conclusione della nostra chiacchierata, chiedendoti quando tutto svanirà ed arriverà quel giorno in cui potremmo riabbracciarci come immagini la Pina del futuro? Dalla tua esperienza potrebbe nascere una impresa, una startup avviata da giovani imprenditori con il tuo supporto e la tua esperienza?
Perchè no! Certamente. Se la mia esperienza, il mio sapere può essere d’aiuto dei giovani sono ben disposta e ben felice di aiutarli, sinceramente non ci avevo mai pensato ma se può essere un modo per aiutare gli altri ne sarei ben felice. Il sapere delle Nonne deve essere tramandato, anche noi siamo stati figli, mamme e adesso Nonne: è un ciclo continuo e durante questo ciclo dobbiamo stare attenti a non perdere mai pezzi per strada.
Auspico e mi auguro di poter riabbracciare al più presto la mia famiglia e che questo momento così doloroso e tragico passi al più presto e che ognuno di noi possa ritornare a vivere tranquillo ed in serenità.



