Mar 15 Giu 2021
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Giletti all’Arena racconti anche il suo Piemonte, Leporace: “Calabria vittima nella strage di Stresa”

Gesù disse ai suoi discepoli anche una parabola: «Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro. Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? Come puoi dire al tuo fratello: «Fratello, lascia che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio», mentre tu stesso non vedi la trave che è nel tuo occhio? Ipocrita!

La similitudine della pagliuzza nell’occhio – uno fra i detti più celebri del Nuovo Testamento – riprende la stessa tematica affrontata nel pezzo scritto dal giornalista Paride Leporace sul Quotidiano della Calabria ed “indirizzato” Massimo Giletti. Un’amara riflessione su quanto accanimento c’è nei confronti della Calabria anche da parte di chi si professa tutore di essa e da chi “non riesce a vedere (e parlare) la trave” nella sua terra, il Piemonte.

<<EGREGIO Massimo Giletti, a lei che è nato a Torino, mi permetto di suggerire di parlare anche del suo Piemonte domenica prossima a “Non è l’arena”.  La tragedia della funivia Stresa-Montarone è accaduta nella sua regione di origine.  Affronti la vicenda come quando parla della Calabria. Inviti un urlatore piemontese indignato per quello che è accaduto, chiami un politico che sappia spiegare il rimpallo delle responsabilità tra Regione Piemonte, il Comune di Stresa e le società di gestione.

La strage è avvenuta per fare profitto. Il difetto dell’impianto era noto. Alla riapertura non si è voluto rinunciare ai ticket dei turisti che volevano salire su quella cabina definita “una roulette russa”.   Il responsabile della funivia è un cattolico fervente distrutto dal senso di colpa. L’ingegnere è un bravo professionista, il titolare della società è una vittima dei danni della pandemia.

Non ne siamo usciti migliori dal Covid.  Ventitrè corse al giorno, quindici passeggeri a viaggio, 20 euro di biglietto. Settemila euro al giorno il prezzo della strage. Secondo il magistrato “Si è trattata di scelta consapevole dettata da ragioni economiche. L’impianto avrebbe dovuto restare fermo”.

Sono tanti i calabresi in Piemonte. Pochi sono ‘ndranghetisti. La gran parte persone per bene. In questa immane tragedia ci sentiamo vittime. Serena Cosentino era una calabrese brava. Emigrata dalla sua Diamante per lavorare a Verbania, una ragazza che ha fatto accendere in segno di omaggio le luci tricolore del Cnr dove lavorava. Un omaggio a chi cercava un mondo migliore con il suo fidanzato iraniano Mohammadreza Shahaisavandi.

A Diamante oggi sarà lutto cittadino per i figli persi in questa tragedia. Serena era una calabrese per bene. Famiglia numerosa del ceto medio, laurea con 110 e lode, emigrata al Nord per lavorare, morta assieme al fidanzato a causa di piemontesi disonesti.

C’è una quindicesima vittima calabrese al Mottarone. L’operatore televisivo Nicola Pontoriero. Vibonese, residente a Sesto San Giovanni. Arrivava sempre per primo sulle notizie. I colleghi del TgCom hanno detto che vogliono ritirare la sua telecamera, come si fa con la maglietta dei giocatori famosi. E’ morto d’infarto a 62 anni Nicola. Calabrese bravo e onesto.

Giletti, domenica, racconti anche queste notizie a “Non è l’Arena”. Come calabresi ne saremmo grati.>>

A stretto giro giunge la risposta di Giletti nel corso di una trasmissione su RTL: «Cosa avremmo detto o scritto se la tragedia di Stresa fosse successa in Calabria o in Sicilia, regioni di cui mi occupo spesso? Il problema è l’Italia».

Insomma, finalmente, c’è un giornalista (Paride Leporace) che pur scrivendo quotidianamente anche di deplorevoli fatti che accadono in Calabria riesce ad essere obiettivo non curandosi solo del sensazionalismo che potrebbero scaturire le sue affermazioni.