Carlo Tansi ha deciso di rompere con de Magistris e i due non correranno più insieme alle prossime regionali in Calabria che si terranno in autunno.
L’ex presidente della Protezione civile calabrese parla di accordi non rispettati, mancata condivisione e perdita di entusiasmo. “Io ci credevo. Seguivo Luigi de Magistris e provavo ammirazione per lui – scrive il leader di ‘Tesoro Calabria’ – sin da quando, giovanissimo, aveva sfidato a viso aperto i poteri forti della Calabria che io ho conosciuto bene. Era un mito per un ribelle come me. È il motivo per cui, quando il pomeriggio del 19 gennaio scorso è venuto a farmi visita a casa per propormi un’alleanza non ho esitato, gli ho stretto la mano e con grande entusiasmo ho fatto un passo indietro per condividere e sostenere un entusiasmante percorso che l’avrebbe portato a competere contro quei poteri forti che entrambi abbiamo da sempre combattuto”.
“Sono un ribelle romantico che ancora dà valore ad una stretta di mano. Così ho sposato la causa, così ho atteso percorsi, programmi, condivisioni e coinvolgimenti che ahimè, non sono arrivati. Sono deluso, lo ammetto. Era forte la sensazione di una grande affinità tra me e de Magistris da cui poteva scaturire un’immensa energia in grado di cambiare veramente lo stato delle cose in Calabria. L’8 febbraio, quando abbiamo indetto la conferenza stampa in cui ufficializzavamo l’alleanza nella sede di Tesoro Calabria che ho fondato e di cui sono presidente, ero emozionato e a tratti commosso, credendo si trattasse di un giorno storico per la regione. Credevo in un percorso diverso, ma dopo i primi incontri dove ipotizzavamo entusiasticamente linee strategiche condivise, tutti quei bei propositi sono evaporati“.
“Carlo, i candidati li sceglieremo insieme; percorreremo la Calabria in lungo e in largo; io e te definiremo le strategie, perché tu sei il mio riferimento politico più importante per le prossime elezioni” gli avrebbe detto, secondo quanto riferisce Tansi, lo stesso de Magistris. “Sembrava insomma un idillio – prosegue Tansi – e perciò mi ero impegnato con tutto me stesso per convincere i 96 candidati delle mie 12 liste circoscrizionali, incontrandoli quasi tutti, considerato come in gran parte non volessero che mi facessi da parte come candidato a governatore per fare spazio a de Magistris dopo il tempo e l’impegno da noi spesi per costruire il Movimento. Tanto che due candidati importanti del catanzarese mi hanno abbandonato rifiutando in maniera categorica l’accordo con de Magistris. Nonostante tutto ero però motivatissimo per l’ambizioso progetto, al punto di difendere a spada tratta sui social tutti quelli che l’offendevano o criticavano, chiedendo scusa e rappacificandomi con i referenti dei gruppi della coalizione, Pino Aprile e Mimmo Gattuso, da cui mi ero allontanato per divergenze emerse in alcuni tavoli di confronto”.
Sembrava quindi “tutto perfetto” agli occhi “pieni di speranza di chi, come me, si accende all’inverosimile e si concede generosamente, in tutto e per tutto, quando crede in un’idea e in un ideale”. “Un progetto come il Tan-Dem, dalle iniziali dei nostri nomi come ovvio – scrive ancora Tansi – su cui avevo iniziato a pedalare con la massima generosità, ispirandomi allo storico scambio di borraccia tra Bartali e Coppi. Ma poi questa energia è andata spegnendosi, perché vedevo che de Magistris non rispettava gli accordi lasciandomi a pedalare da solo. Mi ha abbandonato, andando avanti senza coinvolgermi né nell’individuazione dei candidati né nella condivisione dei percorsi per le strade della Calabria. E che dire poi del rendermi partecipe delle strategie politiche con candidature che si sovrapponevano alle mie nei territori con il conseguente malumore dei miei candidati. Ma de Magistris ha fatto di più, andando anche in questi stessi territori senza avvisare delle sue visite e peccando così di tatto sul piano umano e difettando del famoso gioco di squadra, quello che per assurdo secondo alcuni non piacerebbe a me, sotto il profilo politico. Pensate quindi quanto mi abbia amareggiato scoprire come un candidato di Tesoro Calabria della prima ora, il sindaco di Santa Maria del Cedro Ugo Vetere, per mero opportunismo aveva abbandonato le mie liste per approdare a quelle di de Magistris. Un atto meschino che avevo chiesto a de Magistris di non consentire mentre lui, infischiandosene, lo presentava ufficialmente in pompa magna. E questo argomento e le tante altre ragioni che ho parzialmente fin qui elencato, le avevo scritte in una lettera che gli avevo inviato il 3 maggio scorso, a cui è però seguito un assordante silenzio”.



