Mer 4 Ago 2021
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Sanità, sit-in dei sindacati alla Cittadella: «Longo cambi passo o si dimetta»

Sono scesi in piazza i lavoratori della Sanità calabrese pubblica e privata per rivendicare un vero cambio di passo alla struttura commissariale, alla Regione e nella governance di tutte le strutture. Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl hanno proclamato lo stato di agitazione degli operatori della sanità pubblica e privata ed indetto un sit-in davanti alla Cittadella regionale, sostenute dalle rispettive Confederazioni regionali e dalle categorie dei pensionati, per chiedere che si manifesti con azioni tempestive e concrete la volontà di risolvere “i disagi dei lavoratori e dei cittadini calabresi da parte di chi ha responsabilità e compiti istituzionali nel governo del Sistema Sanitario Regionale”.

“Nessuna azione di risanamento e nessuna iniziativa urgente è stata intrapresa per restituire dignità al Sistema Sanitario calabrese – evidenziano i sindacati. Le criticità dei Suem 118 e dei Pronto Soccorso di tutta la Calabria ne sono l’esempio plastico. Non è stata effettuata alcuna programmazione su prevenzione, assistenza domiciliare, assistenza territoriale e socio-sanitaria. Non si hanno notizie su piani fabbisogno personale, assunzioni, concorsi e stabilizzazioni”.

I sindacati domandano poi che fine faranno gli oltre 1.500 precari assunti per l’emergenza da Covid-19 in scadenza il 31 luglio 2021. L’indennità Covid, si fa inoltre rilevare, “non è stata pagata al personale sanitario impegnato nell’emergenza pandemica. Che fine hanno fatto – domandano ancora le federazioni di categoria – le risorse finanziarie stanziate dal governo nazionale (14 milioni di euro)? Vogliamo il pieno rispetto dell’accordo del 6 luglio 2020″.

“Non ci arrendiamo all’inerzia, alla lentezza, al rinvio di temi che – hanno ribadito con fermezza i sindacati – sono fondamentali per cambiare un sistema sanitario regionale che arretra piuttosto che risanare, per questo torniamo in piazza, perché il diritto alla salute deve essere garantito a tutti i cittadini calabresi e il diritto alla sicurezza e ad un lavoro dignitoso deve essere garantito a tutti i lavoratori e le lavoratrici della sanità pubblica e privata”, concludono i sindacati.