Ven 17 Set 2021

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Obbligo defibrillatori nei luoghi pubblici e di lavoro, la legge è realtà

“Nella giornata di oggi la legge sui defibrillatori che porta la mia prima firma, oltre quella di altri colleghi, è diventata realtà. Non è solo un obiettivo personale e politico raggiunto, è soprattutto un esito importante per tutti, per la prevenzione e la salute dei cittadini. La politica non può essere solo quella dei Palazzi di potere, dei compromessi, del tornaconto personale: la Politica con la “p” maiuscola è tale quando migliora concretamente le esistenze delle persone andando ad agire nel quotidiano. La legge sui defibrillatori fa questo: interviene in maniera tangibile sulla vita degli italiani salvandola.  È una legge, questa, in cui ho creduto fin dall’inizio, in cui credo sia come parlamentare, sia come medico. In Italia ogni anno si registrano circa 60.000 decessi per arresto cardiaco, per poter salvare queste vite, e tante altre, bisogna intervenire entro 10 minuti, con l’utilizzo del defibrillatore la percentuale di sopravvivenza aumenta. Ad oggi, nel nostro Paese è previsto l’uso di defibrillatori semiautomatici esterni, cosiddetti DAE, in ambienti extra-ospedalieri, la presenza di tali apparecchi però non è ancora così diffusa. Tanti sono, infatti, i luoghi che non ne sono dotati, persino nelle stazioni ferroviarie e negli aeroporti la presenza di postazioni di defibrillazione ad accesso pubblico è spesso carente o sottodimensionata rispetto al grande numero quotidiano di viaggiatori. Anche i taxi, gli autobus con i quali ci spostiamo sono spesso rallentati o bloccati dal traffico cittadino: in queste condizioni, nessun servizio di emergenza sarebbe in grado di raggiungere in meno di 10 minuti l’eventuale vittima di un arresto cardiaco. Ecco perché la mia proposta divenuta oggi legge prevede l’organizzazione di defibrillatori automatici e semiautomatici negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie e nei porti, nei mezzi di trasporto aerei, ferroviari, marittimi ma anche nelle scuole, nei condomini, nelle farmacie, negli studi medici e privati, nelle pubbliche amministrazioni, negli uffici postali e negli istituti bancari. Tuttavia, un limite da superare non riguarda solo il numero di presidi con defibrillatore nei luoghi pubblici ma anche il loro utilizzo. Al fine di garantire un utilizzo sicuro dei defibrillatori semiautomatici esterni in caso di intervento su soggetti colpiti da un arresto cardio-circolatorio sono incentivati i corsi sulle tecniche di BLSD per operatori non sanitari. Il testo prevede l’uso del defibrillatore da parte del personale sanitario non medico e del personale non sanitario che abbia ricevuto una formazione nelle attività di rianimazione cardio-polmonare. In assenza di personale formato, nei casi di sospetto arresto cardiaco è comunque consentito l’uso del defibrillatore semiautomatico o automatico anche da parte di altri”. E’ quanto fa sapere il Deputato Movimento 5stelle Massimo Misiti.