Ven 17 Set 2021

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Vaccini anti Covid, Pfizer chiede la terza dose d’emergenza

I produttori del vaccino Pfizer-BioNTech hanno chiesto, l’autorizzazione a procedere con la somministrazione di una terza dose del vaccino Covid.

Sulla base del maggiore rischio di infezione rivelato dopo sei mesi dalla prima inoculazione e la diffusione della variante Delta, altamente contagiosa, secondo l’azienda per scongiurare il rischio di una nuova ondata di contagi la campagna vaccinale non dovrebbe arrestarsi adesso, ma dovrebbe proseguire garantendo i richiami alle persone già vaccinate.

Nonostante però l’annuncio di Pfizer, non tutti gli esperti sembrerebbero essere d’accordo sulla somministrazione di una terza dose del vaccino Covid. La Food and Drug Administration (FDA) degli Stati Uniti e i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) hanno affermato, in una dichiarazione congiunta, che gli americani che sono stati completamente vaccinati non hanno bisogno del richiamo in questo momento.

Anche l’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) ha affermato che è troppo presto per determinare se saranno necessarie più delle due vaccinazioni attualmente necessarie. Persino il generale Figliuolo, recentemente, ha confermato di non avere ancora piani chiari a tal proposito. Qualsiasi risposta o cambio di programma, ha spiegato, dipenderà da quello che la scienza suggeriscono. Se e quando servirà una terza dose del vaccino Covid ce lo dirà la scienza, ha dichiarato.

Alcuni scienziati si sono detti ancora poco convinti sulla convenienza di procedere o meno con una terza dose del vaccino Covid. Il responsabile scientifico di Pfizer, Mikael Dolsten, ha affermato che il calo recentemente riportato nell’efficacia del vaccino è dovuto principalmente alle infezioni nelle persone che erano state vaccinate a gennaio o febbraio scorso.

“Il vaccino Pfizer è altamente attivo contro la variante Delta”, ha detto Dolsten in un’intervista. Ma dopo sei mesi, ha aggiunto, “probabilmente c’è il rischio di reinfezione poiché gli anticorpi, come previsto, diminuiscono”. L’azienda, comunque, si è già attivata nello studio delle informazioni emerse, ed ha fatto sapere che presto fornirà un report completo e chiaro sull’analisi svolta. Intanto, però, si è già mossa per chiedere l’autorizzazione a procedere con il richiamo.