Sab 18 Set 2021

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Contro lavoro nero e sfruttamento, firmato protocollo d’intesa

È stato firmato stamane in Comune. Ai lavori, oltre al Sindaco Giovanni Papasso e all’Assessore alle Politiche Sociali Elisa Fasanella, in rappresentanza del Comune, erano presenti S.E. Mons. Francesco Savino per la Diocesi di Cassano, Silvano Lanciano per la CGIL, Debora La Rocca per il “Cidis Onlus” e Fabio Saliceti per “Comunità Progetto Sud Onlus”. Presente anche una rappresentanza della cooperativa “Strade di Casa”.

Con la firma di oggi è stata creata una cabina di regia che sarà coordinata e, di volta in volta, convocata dal Comune di Cassano secondo una cadenza almeno trimestrale e al fine di svolgere le seguenti attività inerenti a un piano di governance delle politiche locali sul tema dello sfruttamento lavorativo e del caporalato:

– valutazione e analisi delle criticità e individuazione delle risorse per una migliore implementazione delle attività;

– promozione di azioni a supporto del raggiungimento degli obiettivi di cui al presente protocollo e in coerenza con il mandato istituzionale di ogni sottoscrittore;

– strutturazione di percorsi, anche di tipo informativo/formativo, volti a favorire la promozione, la sensibilizzazione e il riconoscimento del tema dello sfruttamento lavorativo e del caporalato da rivolgere nei confronti delle vittime stesse, delle istituzioni, della società civile, degli operatori, delle aziende immobiliari, delle aziende e delle organizzazioni datoriali che entrano in contatto con lo stesso;

– attivazione di azioni volte a favorire l’individuazione delle vittime o potenziali vittime di sfruttamento lavorativo e caporalato compreso la definizione di percorsi idonei alla loro tutela.

La cabina di regia, individuerà referenti operativi afferenti agli enti sottoscrittori che si riuniranno almeno mensilmente al fine di un maggiore raccordo operativo tra i sistemi socio-assistenziali territoriali, di protezione, sindacale e di volontariato e per un confronto attivo rispetto ai casi riconducibili più concretamente (ad esempio per quanto riguarda la regolarizzazione del soggiorno, la situazione socio-sanitaria e abitativa, la situazione inerente ai trasporti, la questione della situazione lavorativa e della formazione professionale, la mediazione interculturale, ecc.) alle persone migranti seguite nell’ambito delle suddette azioni per intervenire in modo efficace e appropriato sulla complessità delle situazioni di sfruttamento nelle quali sono coinvolte.