Mar 28 Set 2021

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Tamponi a pagamento per paziente oncologica, la denuncia dell’avvocato

Paziente con patologia tumorali in trattamento attivo sottoposta a tampone a pagamento per escludere la positività al Covid-19. La denuncia inviata all’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza dall’avvocato Ennio Abbonante.

Denunzio a codesta azienda sanitaria provinciale, il grave disagio economico e logistico, che subiscono i pazienti oncologici in cura presso le strutture dell’ASP di Cosenza.

Le disposizioni impartite dalla Direzione Generale, infatti, prevedono che in ossequio alle norme di prevenzione del Covid 19, i pazienti che devono eseguire le prestazioni chemioterapiche, solitamente ogni 21 giorni, per accedere al reparto, devono esibire il risultato di un tampone negativo, da eseguire a propria cura e spese presso laboratori privati accreditati e che ha validità di 14 giorni.

Non è in discussione la condotta del personale, che, naturalmente, deve fare rispettare le disposizioni ricevute, ma ritengo che sia ingiusto ed iniquo che sia la spesa, che tutti i conseguenti disagi, gravino sulle già precarie condizioni dei malati. Il più delle volte siamo di fronte a soggetti già segnati nell’animo e nel corpo dalla malattia, che vivono con un assegno di invalidità minimo. E’ il caso della signora Giulia Molinaro, che nonostante sia già in trattamento oncologico da alcuni mesi, a causa della pachidermica organizzazione dell’INPS, non solo non può ancora contare sull’indennità
spettante alle persone in cura oncologica, ma, al tempo stesso, ogni 14 giorni, per effettuare la terapia, che per lei è l’unica possibilità di guarigione, deve sostenere l’esborso per il tampone.

Forse sarebbe più giusto e moralmente più onesto che il tampone venisse eseguito, gratuitamente, dalla stessa struttura che eroga la terapia!!!
Questo esempio dimostra la distanza siderale che esiste tra i cittadini e le istituzioni. E quando parlo di istituzioni mi riferisco sia ai politici che ai burocrati, tutti lautamente retribuiti con fondi pubblici. Se costoro, a cui, a dire il vero, “nessuno ha chiesto di sacrificarsi per noi”, sollevassero il “loro nobile deretano” dalle poltrone che, alcuni, occupano indebitamente, indegnamente, senza le competenze e la necessaria sensibilità, ed ogni tanto, in incognito e senza parate di facciata, visitassero gli ospedali, gli ambulatori e tutte le strutture che erogano servizi sanitari e socio assistenziali, si renderebbero conto della situazione che vivono quotidianamente i malati e che, in
qualche caso, potrebbero essere eliminati o, quanto meno, limitati solo con una maggiore attenzione e diligenza.

Non voglio dilungarmi, ma per comprendere il grado di noncuranza e negligenza di taluni, voglio fare un altro esempio. Se ogni tanto qualche manager facesse una ricognizione, senza preavviso, nelle strutture pubbliche si renderebbe conto che senza spese stratosferiche si potrebbero abbattere i tempi di attesa per effettuare gli esami ematochimici. Gli utenti, infatti, dopo la fila per regolarizzare la prescrizione, devono mettersi di nuovo in fila per il prelievo, prima del quale, però, il personale infermieristico, deve compilare, manualmente, la distinta degli esami e l’etichetta da
applicare sulle provette!!!

Considerato che i dati vengono inseriti nel sistema informatico al momento della regolarizzazione della impegnativa, perché non si acquista una semplice stampante e si adeguano le sedi periferiche con le attrezzature utilizzate presso l’ufficio ticket di Cosenza, dove al paziente vengono consegnate le etichette da apporre sulle provette, con risparmio di tempo e riduzione del margine di errore, che pure è possibile con la trascrizione manuale. Non penso occorra un premio Nobel!!!

I politici ed i burocrati, chiaramente, ignorano queste “ inezie” o quisquiglie”, come diceva il mitico Totò, perché in caso di necessità non conoscono né file, né ticket, né autorizzazioni, ma godono di corsie preferenziali.
A dire il vero non ho molta fiducia nella risoluzione della vicenda, ma non può mancare la speranza che una volta ogni tanto, chi può, volga il suo sguardo e rivolga la propria attenzione agli ultimi e con un atto di sensibilità e di umanità, disponga che i tamponi per questi pazienti vengano eseguiti gratuitamente, dalla stessa struttura che eroga la terapia.

Sarebbe davvero una decisione saggia, in mancanza della quale, per quanto riguarda la mia assistita, non potrò non interessare la competente AG per ottenere sia la ripetizione delle somme indebitamente pagate che il ristoro dei danni, convinto come sono che si sta perpetrando un palese abuso.

                                                                                          Distinti saluti
                                                                                          F.to avv. Ennio Abonante