Mer 27 Ott 2021

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Lucano condannato, de Magistris: “Un uomo giusto, l’antitesi del crimine”

Mimmo Lucano “non è certo un cultore del diritto amministrativo, avrà pure commesso delle irregolarità ed illegittimità, ma sono convinto che alla fine del suo calvario verrà assolto perché ha agito per il bene e mai per il male”.

Così il candidato alla Presidenza della Regione Luigi de Magistris commenta la pesante condanna comminata dal Tribunale di Locri nei confronti dell’ex sindaco di Riace, che è candidato capolista in tutte e tre le circoscrizioni in una delle liste a sostegno dell’ex pm.

“Per me Mimmo Lucano è un uomo giusto, un simbolo di umanità e di fratellanza universale”, prosegue de Magistris. “Non si è mai girato dall’altra parte di fronte alla richiesta di vita di esseri umani diversi. Conoscevo Riace prima di Lucano ed era un borgo desertificato, con Lucano era divenuto un Paese ricco di energie, di economia circolare e di comunità viva. Con il post Lucano nuovamente abbandono e spopolamento. Per me Lucano – aggiunge il sindaco di Napoli – è l’antitesi del crimine”.

De Magistris sostiene che “si deve avere fiducia nella magistratura e nella presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva”, ma aggiunge che “in una terra in cui pezzi significativi di politica e pezzi deviati delle istituzioni si sono mangiati tutto, tanto che mancano i diritti all’acqua, allo smaltimento dei rifiuti, alla depurazione, alla sanità pubblica e alla cura delle persone, al lavoro, alle infrastrutture materiali e digitali, alla mobilità, ai finanziamenti per lo sviluppo, alla cura delle fragilità e all’istruzione, con una emigrazione giovanile impressionante, vedere che il problema di questa regione sul piano giudiziario è Mimmo Lucano fa male al cuore e alla testa”.

La storia dell’umanità “insegna che non sempre la giustizia coincide con la legalità” secondo l’aspirante presidente, che all’ex sindaco di Riace dice: “Mimmo non devi mollare perché sei un uomo buono e giusto e il popolo ti vuole bene. Ora mi voglio assumere la responsabilità di guidare la Calabria affinché con la volontà del popolo sovrano la giustizia e i diritti possano trionfare”.