Mar 7 Dic 2021
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Morte Bergamini, dopo più di 30 anni oggi a processo la fidanzata

A distanza di 32 anni questa mattina a Cosenza inizia il processo per quello che era passato per un suicidio ed invece, a quanto, pare sembra essere un omicidio.

Stiamo parlando del decesso di Denis Bergamini, calciatore del Cosenza di fine anni ’80. La famiglia del ragazzo capelli biondi e pieno di vita respinge sin dall’inizio l’ipotesi del suicidio perchè tutti gli elementi confutano questa tesi.

Da quello stesso maledetto giorno, 18 novembre del 1989, comincia una battaglia di verità e giustizia, di infinito amore e interminabili bugie, una battaglia condotta dai genitori (che purtroppo oggi non ci sono più) e dalla sorella gemella di Denis, Donata, che non hanno smesso mai di crederci anche quando accanto e dietro non era rimasto più nessuno.

Bergamini – aveva 27 anni, da quattro giocava a Cosenza in serie B, dove era uno dei giocatori più forti e amati – è certo (secondo la Procura) che non si suicidò, come eppure aveva giurato la fidanzata dell’epoca, Isabella Internò. La donna aveva raccontato che, dopo un litigio in una piazzola sulla statale 106, a pochi chilometri dal centro di Roseto Capo Spulico, Bergamini si era lanciato sotto un camion che passava da lì. Tutti, al principio, le avevano creduto, nonostante enormi buchi e contraddizioni nella ricostruzione che aveva proposto.

Il caso, però, era chiuso per tutti, ma non per la famiglia Bergamini che non si è mai rassegnata e venti anni dopo ha trovato chi li ha ascoltati nella procura di Castrovillari. I pm Eugenio Facciolla, prima, e Luca Primicerio, poi, hanno riaperto il caso, disposto nuove indagini e, sulla base di decine di consulenze tecniche, sono riusciti a portare a processo proprio la Internò: l’accusa è di concorso in omicidio aggravato dalla premeditazione e dai motivi futili.

La Internò, in tutti questi anni si è sempre professata innocente, continuando a sostenere la tesi del suicidio, ma pare che la situazione sia diversa: in molti sono convinti che sappia o che addirittura abbia contribuito a uccidere Denis attirandolo in una trappola.

Oggi si riapre a Cosenza una ferita ma è finalmente un segno concreto che porterà  alla verità, o almeno si spera.