Tra chi ha superato le aspettative, chi ha confermato di avere un progetto solido alle spalle e chi ha deluso, questo avvio di campionato ha regalato tante sorprese alle tre calabresi impegnate nella cadetteria.
Qualche centinaio di chilometri separa le tre Provincie Cosenza, Reggio e Crotone ma in Calabria – nelle tre latitudini – si respira un’aria diversa. In comune rimane la passione che avvolge le tre tifoserie le quali, negli anni, hanno dimostrato di avere un forte “attaccamento alla maglia” continuando a sostenere anche nelle difficoltà la propria squadra non esimendosi da critiche, polemiche e contestazioni.
Entusiasmo – nel reggino il progetto portato avanti dal presidente Gallo continua a funzionare e il salto di qualità, almeno fino a questo momento, si è visto. La formazione amaranto, dopo aver trascorso gli ultimi anni in Serie C, ha dato una svolta al proprio cammino nella stagione 2019/2020 riuscendo a dominare una stagione anomala e a conquistare la promozione diretta in Serie B (seppure non si siano disputate le ultime giornate di Campionato a causa della Pandemia). Rimane comunque difficile pensare che quella promozione non sarebbe arrivata lo stesso anche con un campionato “normale”. Raggiunta la cadetteria, la società di Gallo ha saputo interpretare bene lo scorso campionato da neopromossa riuscendo a chiudere, nonostante alcune difficoltà, a ridosso dei playoff e obbiettivo salvezza, dunque, ampiamente raggiunto. Riconfermarsi è sempre difficile, come lo è stato per il Cosenza nelle ultime due stagioni (ma ci arriveremo, n.d.r.), quello che ha dimostrato la Reggina in questo avvio di campionato è di aver preso tutto il negativo della passata stagione e migliorarlo, imparando dai propri errori. Una squadra solida, compatta e concreta che, si, avrà ancora tanta strada da fare, ma il sentiero intrapreso sembra essere quello giusto che può portare ancora tante soddisfazioni ad una piazza come Reggio Calabria. Dopo dieci giornate, infatti, il lavoro svolto da Aglietti sembra portare buoni frutti e i ragazzi che in campo hanno dimostrato tanta qualità ma, soprattutto, carattere oggi si ritrovano a condividere la seconda posizione in classifica con il Benevento a soli due punti dalla capolista Pisa. Ad inizio campionato il presidente Gallo scherzava sugli obbiettivi di questa squadra che, ad oggi, ha dimostrato di essere in grado di poter vincere e convincere tutti per puntare a quello che in molti credono sia il reale obiettivo della Reggina: I playoff.
Incertezza – spostandoci sulla costa Jonica del Bel Paese troviamo una situazione completamente diversa, inversamente proporzionale a quella dei cugini amaranto. Dopo che la gestione Vrenna è riuscita a seguire un percorso in crescendo, portando il Crotone dalla Serie C2 alla Serie A, la domanda che i tifosi pitagorici si sono posti dopo questo inaspettato avvio di campionato è: c’è il rischio di poter fare un doppio passo indietro dopo la promozione di due anni fa e tornare in Serie C? Rispondere è difficile, nessuno ha una palla di vetro. Certamente l’avvio di stagione del Crotone è molto diverso rispetto alle prospettive che si erano creati i tifosi (e non solo). Sicuramente rivoluzionare la squadra, dall’allenatore ai veterani della promozione, è un aspetto che (probabilmente non tenuto in conto da molti) ha inciso su questo avvio di campionato. Una squadra nuova che deve imparare a conoscersi ma ricca di giovani che vogliono far bene sono l’ossatura di un Crotone che in questa parte di stagione non può essere considerata una brutta squadra, anzi. Quello che, invece, non riesce a fare la differenza è la continuità; tanti i blackout durante le partite e ancora qualche cosa da sistemare sotto l’aspetto psicologico piuttosto che quello tattico. Proprio per questo, nonostante la posizione in classifica, la formazione di Modesto non dovrebbe essere ritenuta una squadra “sacrificabile” per la Serie C, considerando anche che già in passato, proprio nell’anno che poi portò gli Squali alla promozione, i pitagorici avevano trovato le stesse difficoltà, o quasi, riuscendo poi alla ripresa del campionato – dopo il lockdown – a raggiungere la Serie A.
Auspicio – più a Nord di tutte (dal punto di vista geografico) troviamo la terra dei Bruti, Cosenza. Piazza calda e che negli ultimi anni ha attraversato una montagna russa di emozioni, dalla promozione tramite playoff dalla Serie C alla cadetteria – sotto la guida di Piero Braglia – fino alle ultime due stagioni al “cardiopalma”. Dicevamo prima che riconfermarsi è sempre difficile. Ecco, il Cosenza ne è un esempio: dopo la bella stagione disputata in Serie B da neopromossa, i calabresi hanno subito una lenta involuzione che ha lasciato per molto tempo l’amaro in bocca ai suoi tifosi. Nell’anno della Pandemia, poco prima del primo lockdown (anzi, il giorno stesso perché Chievo Verona – Cosenza fu l’ultima partita giocata prima dell’interruzione dei campionati) la formazione calabrese sembrava destinata alla retrocessione. Poi, grazie ad una rincorsa da record targata Occhiuzzi il Cosenza riuscì – all’ultimo secondo dell’ultima giornata – a salvarsi senza neanche passare dai playout, non tanto per la bella vittoria sulla Juve Stabia (retrocessa), ma per un gol, a partita quasi finita, di Garritano (cosentino di nascita) che a 1.000 Km di distanza con il suo Chievo Verona batteva il Pescara. La stagione successiva, però, non si rivelò migliore anzi, Occhiuzzi non riuscì a replicare il cammino fatto nelle ultime giornate della stagione precedente, il gruppo forse non si era mai amalgamato del tutto e, in generale, l’atmosfera che si respirava a Cosenza non era delle migliori. Tutti elementi che a fine campionato hanno decretato la retrocessione dei calabresi in Serie C, almeno fino ad agosto, quando grazie all’esclusione proprio del Chievo Verona dalla cadetteria il Cosenza ha ritrovato posto in Serie B per la stagione 2021/2022. Un campionato iniziato in ritardo e squadra completata a torneo avviato, nulla di buono e a Cosenza si pensa di dover affrontare un altro campionato simile a quello dell’anno precedente. Ed invece il lavoro del tecnico Zaffaroni e la qualità dei giocatori arrivati in riva al Crati hanno sorpreso tutti riuscendo a conquistare punti preziosissimi in vista dell’obiettivo salvezza posto ad inizio anno. Certo, la strada del Cosenza sarà imperversata da tanti e difficili ostacoli da superare ma passo dopo passo questa squadra ha dimostrato di avere il giusto carattere (elemento fondamentale per il tecnico dei rossoblù) e anche qualità. Insomma, gli elementi per centrare l’obiettivo ci sono ma l’euforia a Cosenza, per il momento, lascia spazio alla speranza.



