Mar 7 Dic 2021
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Lo scrittore Michele D’Ignazio incontra gli studenti della De Coubertin di Rende

di Massimiliano Oriolo

Entusiasmante incontro tra Michele D’Ignazio, scrittore cosentino e gli alunni della Scuola Secondaria di Primo Grado “Pierre De Coubertin” di Rende. L’appuntamento si è svolto nella palestra dell’Istituto guidato dalla Dirigente dott.ssa Rosalba Borrelli e l’autore del longseller “Storia di una matita”. Circondato da oltre cinquanta alunni, lo scrittore ha presentato una dei suoi ultimi lavori “Il mio segno particolare”. Il testo, inserito nel progetto didattico “Libriamoci”, è stato nelle settimane passate letto dai giovani studenti guidati dai loro insegnanti di Lettere, attratti dalla leggera penna di D’Ignazio che pagina dopo pagina, con un linguaggio semplice e accattivante, ha raccontato un periodo certamente non facile della sua vita da piccolo fanciullo alle prese con un grande neo che ricopriva la sua piccola spalla sin dalla nascita. Tante le operazioni subite per ridurre prima ed eliminare poi il grande mantello che lo ha accompagnato sino all’età dei sedici anni. 

“I miei genitori, non vedevano l’ora di prendermi in braccio – racconta lo scrittore – ma quando videro per la prima volta il grande neo, paragonabile ad un mantello, rimasero stupiti,” “Sono stati sin da subito – continua nel suo racconto – anni difficili che hanno visto susseguirsi tante avventure con medici, ospedali vari e soprattutto innumerevoli operazioni.” D’Ignazio nel corso delle due ore in compagnia dei giovani uditori, non ha nascosto la propria emozione nel leggere e spiegare le pagine più salienti del suo libro. Ancora una volta, anche con questa opera, dopo Storia di una Matita, lo scrittore brutio ha attratto a se l’attenzione dei giovani ospiti che  gli hanno rivolto tante domande , incuriositi dal testo, volendo conoscere le emozioni, gli stati d’animo e tante sfaccettature non raccontate che hanno invaso gli animi sia del giovane protagonista che dei suoi genitori. Genitori che non l’hanno mai fatto sentire diverso ma che nel corso degli anni hanno cercato con il piccolo Michele di sperare in una guarigione completa con la scomparsa, grazie alla medicina, del grande mantello nero, che ricopriva le spalle del loro figlio.