Mer 19 Gen 2022
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Da barista e ballerino in Calabria al successo in tutto il mondo, è Lucio Presta

Viene al mondo in Calabria 61 anni fa ed è quasi sempre qualificato dai giornali come “il manager dei vip”. È uno dei business man più potenti della tv: nato a Cosenza il 14 febbraio 1960, Lucio Presta conosce tutti i meccanismi della televisione.

Rappresenta – solo per citare alcuni personaggi: AmadeusPaolo Bonolis, il premio Oscar Roberto BenigniEzio GreggioAntonella Clerici – gestisce carriere e sa capire i gusti del pubblico.

Dai palcoscenici calabresi a quelli più prestigiosi al mondo. A 13 anni Lucio Presta fa il barman negli alberghi (“è li che ho imparato a capire com’ è fatta la gente” racconta il manager durante un’intervista alla Repubblica) poi la danza. In effetti è un ex ballerino. “Mio padre in Calabria si vergognava, sa, per via del fatto dei ballerini gay. Ho fatto varie edizioni di Fantastico, pesavo 64 chili, portavo i capelli lunghi. Non avevo talento, era un mestiere“. Poi l’incontro con Vincenzo Ratti, manager di Roberto Benigni. Diventa la sua ombra. Gestisce carriere che valgono milioni di euro. Motto: “Prima di passare alla gloria meglio passare alla cassa“. Studia dai Salesiani: “Sono salesiano. Prima mi vendico, poi perdono“, sfodera battute acute e nella sua autobiografia, Nato con la camicia, si racconta. Una vita da romanzo: la madre muore mettendolo alla luce, cresce elaborando un senso di colpa che non lo abbandona. Ha due figli Niccolò e Beatrice (avuti dalla moglie Manuela, che ha perso dopo aver combattuto una lunga malattia), nel 2011 si è sposato con la conduttrice Paola Perego.

Carattere fortissimo, Presta è un uomo di poche parole, indicato (insieme a un altro agente televisivo, Beppe Caschetto), come “l’uomo che fa i palinsesti”. Di recente era stato Matteo Salvini a parlare dello “strapotere degli agenti”, citando Presta. Amico di Flavio Briatore, una vera passione per le barche e per il mare, racconta sempre a Repubblica cosa pensava dei manager tv diventati una potenza. “Tutti ex: ballerini, parrucchieri, musicisti. Una categoria di reduci. Magari senza talento, ma sappiamo riconoscere il talento negli altri“, però faceva notare che non esiste un albo degli agenti. Spiegava che a Mediaset trovi le stesse persone, in Rai mai. “La prima volta che sono andato a trattare per il contratto di Bonolis dopo Beato tra le donne, era il periodo della Moratti. Una settimana dopo si era dimessa. Dopo quindici giorni c’ era un’ altra persona, la terza volta me ne sono andato io. I soldi contano al 40 per cento. Senza un progetto artistico i soldi finiscono e non ti resta in mano niente. One shot, un colpo subito, non serve a molto”.

Nel marzo 2016 la folgorazione, annuncia che vuole diventare sindaco di Cosenza. Dicono tutti “imposto da Renzi”, che nel frattempo è diventato suo amico. Avrebbe sfidato il sindaco uscente Occhiuto e l’avvocato Enzo Paolini. (“Mi candido per quello che rappresenta la mia città, per mia madre: è la mia vita”), corre con la sua lista civica Amo Cosenza sostenuto dal Pd, ma si rifiuta di fare le primarie e spiega: “Il centrosinistra non ha trovato un uomo che desse la sensazione di discontinuità o innovazione, e ha deciso di convergere su di me. Non è Presta che è andato dal Pd, è il Pd che è venuto da Presta”.

Non lo avrebbe preoccupato gestire una città: “Chi lavora in televisione conosce numeri e finanziamenti. Ci siamo fatti una telefonata con Giorgio Gori, e lui, sindaco a Bergamo, mi diceva quanto la nostra esperienza sia utile per amministrare un comune”. Ma un mese dopo, Presta annuncia che non correrà come sindaco: “Con grande dolore mi ritiro per motivi di natura familiare”. Resta a Roma, a gestire i suoi artisti, ma non dimentica mai la sua Calabria.