Mar 28 Giu 2022
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“La Calabria delle Meraviglie” presentata agli studenti di Rende

di Massimiliano Oriolo

E’ stato presentato ieri, venerdì 10 dicembre, presso la Scuola Secondaria di 1° Grado “De Coubertin” di Rende, l’ultimo lavoro letterario “La Calabria delle Meraviglie” di Arcangelo Badolati, giornalista cosentino e caposervizio della Gazzetta del Sud. La Calabria è la terra delle meraviglie. Ricca di città sepolte, miti omerici e grandi siti archeologici. Patria di legislatori, architetti, poeti, condottieri e atleti dell’antichità. Terra di Papi dimenticati, di Santi ed eremiti, di greci e bizantini. 

L’incontro, voluto dai docenti capitanati dalla prof. Carmela Formoso che ha fatto da moderatrice, inserito nell’annuale progetto scolastico di “Libriamoci”, è stato occasione per approfondire i tanti luoghi nascosti e le meraviglie storiche e archeologiche della nostra regione che gli stessi calabresi troppo spesso ignorano. L’autore, davanti ad una platea di giovanissimi uditori interessati, ha spiegato perché in questa opera ha lasciato i panni del cronista ‘ndrangheta, di cui è uno dei massimi conoscitori, per tuffarsi nella ricerca di tanti uomini e donne, calabresi DOC, che nel corso dei secoli hanno dato lustro alla Calabria in più campi dello scibile umano.  Badolati, ha più volte invitato i ragazzi ad affinare la loro curiosità verso tutte le bellezze della Calabria, perché “la nostra Regione – ha sottolineato – non è solo ndrangheta, che è una minima parte del contesto sociale calabrese, ma è soprattutto, terra di filosofi, letterari, politici, storie magiche, bellezze architettoniche, sapori di piatti tipici legati alle tradizioni locali, che rendono questa Meravigliosa terra, speciale e inimitabile”. Nelle due ore di incontro-dialogo con gli studenti, il giornalista ha dato un suggerimento che ha fatto breccia nel giovane cuore dei presenti “non vergognatevi mai di essere calabresi, anzi, siatene orgogliosi e portate avanti nel corso degli anni, la conoscenza profonda della nostra regione, con la conoscenza del proprio dialetto, le specialità culinarie e soprattutto la storia millenaria di questa terra tutta da amare e valorizzare”.