Gio 30 Giu 2022
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Covid: epidemia in fase critica, si va verso pericolosa congestione degli ospedali

Crescono tutti gli indicatori della pandemia, ma aumentano anche le vaccinazioni contro il Covid. Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe di questa settimana, rivela che i nuovi casi sono in aumento in tutte le Regioni. Crescono anche i ricoveri, sia in area medica che in terapia intensiva, e le vittime quotidiane del virus. Il presidente della Fondazione, Nino Cartabellotta, lancia l’allarme: “Da due mesi continuano ad aumentare i nuovi casi con una media mobile a 7 giorni che passa da 2.456 il 15 ottobre a 17.795 il 14 dicembre”. Nonostante la pressione sugli ospedali stia aumentando in senso assoluto, diminuisce la percentuale di positivi al virus che finiscono ricoverati: “Questo dato è verosimilmente da imputare all’incremento delle terze dosi, che riportano l’efficacia a valori più elevati”, spiega ancora il medico.

Boom di prime e terze dosi, la campagna vaccinale torna a correre.

Le buone notizie arrivano sul fronte della vaccinazione: il numero degli italiani vaccinati – in totale e non solo tra i vaccinabili – è dell’80,5%. Le Regioni hanno rispettato i target fissati dal generale Figliuolo e non solo, li hanno anche superati. Questo grazie al boom di terze dosi, con la campagna di vaccinazione che è definitivamente decollata da quel punto di vista, con l’apertura a tutti gli over 18 di inizio dicembre. Ma anche grazie a quegli italiani che stanno decidendo adesso di vaccinarsi contro il Covid: il numero dei nuovi vaccinati è salito a 236.606 (+5,8%) rispetto ai 223.116 della scorsa settimana.

Ci sono, però, ancora milioni di persone che stanno aspettando o che preferiscono non vaccinarsi contro il Covid: parliamo di quasi 6,4 milioni di italiani che non hanno ricevuto neanche una dose, tra cui ci sono 2,45 milioni di over 50 ad elevato rischio di malattia grave e ospedalizzazione in caso di infezione. Anche perché l’efficacia del vaccino resta determinante per uscire dalla pandemia: nelle persone vaccinate con ciclo completo (più eventuale dose di richiamo), rispetto a quelle non vaccinate, nelle varie fasce d’età si riduce l’incidenza di diagnosi (del 65,5-76,1%) e soprattutto di malattia grave (dell’82,9-93,3% per ricoveri ordinari; dell’89,9-97,1% per le terapie intensive) e decesso (del 78,9-96,7%).