Mer 26 Gen 2022
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Uno studio dell’Università di Catanzaro potrà cambiare le modalità di misurazione del diabete

Il diabete mellito è una malattia cronica che, nel nostro Paese, affligge 5-6 milioni di individui. Il carattere distintivo è l’eccessiva quantità di zucchero (glucosio) nel sangue, definita iperglicemia.

Una condizione, questa, che impone il controllo frequente dei valori ematici di glucosio. Ciò, al fine di scongiurare le complicanze acute e croniche della malattia che sono assai invalidanti e hanno un impatto economico notevole, sia per il paziente che per la società.

In questo ambito, da anni la ricerca si è orientata verso la messa a punto di dispositivi sempre più affidabili e poco invasivi per valutare i livelli di zucchero nei pazienti con diabete mellito, contribuendo – attraverso tali determinazioni – all’ottimizzazione del compenso glicometabolico e della terapia ipoglicemizzante.

Studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Theranostics

La prestigiosa rivista Theranostics ha da poco pubblicato un lavoro scientifico condotto presso i dipartimenti di Scienze della Salute e di Medicina Sperimentale e Clinica dell’Università ‘Magna Græcia’ di Catanzaro, sul ruolo dei biosensori del glucosio nella pratica clinica.

Lo studio, dal titolo ‘Glucose biosensors in clinical practice: principles, limits and perspectives of currently used devices’ (https://www.thno.org/v12p0493.htm) è frutto di un “impegno congiunto condotto dalle unità di ricerca di Ingegneria Elettronica, Endocrinologia e Patologia Clinica (Salvatore Andrea Pullano, Marta Greco, Maria Giovanna Bianco, Daniela Foti, Antonio Brunetti, Antonino Secondo Fiorillo) e integra aspetti tecnologici e clinici nel campo dei dispositivi medici tecnologicamente avanzati per il rilevamento dei livelli di glucosio, proponendo una roadmap nel monitoraggio e nella gestione dei pazienti affetti dalle varie forme di diabete.

In linea con i progressi in ingegneria e tecnologia biomedica, lo studio evidenzia, inoltre, il ruolo potenziale di altri fluidi biologici alternativi al sangue e meno invasivi (es. saliva, sudore, liquido lacrimale) per il monitoraggio futuro dei livelli di glucosio, sottolineando l’importanza dell’innovazione tecnologica, della multidisciplinarietà e dell’integrazione tra le diverse discipline nel miglioramento del follow-up e del trattamento dei pazienti diabetici”.