Lun 23 Mag 2022
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Mustafa, il bambino siriano senza gli arti sarà curato da un dottore calabrese

Una nuova vita, un futuro migliore. Grazie al grande cuore dell’Italia. Il piccolo Mustafa, cinque anni, il bambino siriano senza arti la cui storia è stata portata alla luce dal concorso fotografico Siena Photo Award, inizia il suo viaggio verso la speranza. La speranza di un futuro migliore, rappresentato dalle protesi che nei prossimi mesi avrà a disposizione. Una nuova vita in Italia, a Siena dove è arrivato nella serata di venerdì 21 gennaio.

Insieme a lui è arrivato anche suo padre Munzir, la mamma Zeynep e le due sorelline. Ad attenderli, scortati dalla polizia fin dal momento dello sbarco ed accolti con il benvenuto di Adr, delegati del Sipa.

Mustafà al-Nazzal è atterrato all’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino con un volo da Istanbul. Insieme a lui è arrivato anche suo padre Munzir, la mamma Zeynep e le due sorelline. Ad attenderli, scortati dalla polizia fin dal momento dello sbarco ed accolti con il benvenuto di Adr, delegati del Sipa.

Le protesi gli consentiranno di camminare e vivere dopo i suoi primi anni di vita vissuti nel terrore e nella paura. Il piccolo è arrivato con la sua famiglia (papà, mamma e due sorelline) proprio a Siena, dove vivrà. Un lungo viaggio: prima dalla sua casa in Siria alla Turchia, dove con la sua famiglia si è stabilito in questi ultimi anni. Poi da Istanbul a Roma. Da qui appunto a Siena e nelle prossime settimane a Budrio, al Vigorso, un importante centro dove comincerà la costruzione delle protesi. Qui ad attenderlo ci sarà  Gregorio Teti, dottore 50enne di origini calabresi che guida l’area tecnica del Centro di Budrio così come dirige anche il centro protesi Inail di Lamezia Terme. Sarà il professore Teti a curare Mustafà con la speranza di potergli applicare delle protesi che possano ridare le gambe e le braccia.