Oltre due anni di restrizioni e quattro ondate Covid con migliaia di morti prima di poter tornare alla normalità, domani giovedì 31 marzo, con la fine dello stato di emergenza.
Una normalità dimezzata dalla paura, data anche la recente ripresa dei contagi (ieri il bollettino Covid ha registrato solo in Calabria 4.214 contagi in più rispetto al giorno precedente) e l’annunciato picco di Omicron nelle prossime due settimane. Bisognerà aspettare ancora un po’ per il reale passaggio da pandemia a endemia, anche per i dati sulla mortalità, ancora troppo alti.
Secondo l’Oms, diversi Paesi europei, inclusa l’Italia, hanno revocato troppo “brutalmente” le loro misure anti Coronavirus e si trovano adesso di fronte ad un forte aumento dei casi legati alla sub variante BA2 di Omicron. E il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) avverte che “la pandemia non è finita”. “La buona notizia è che il tasso di mortalità continua a calare, ciononostante si tratta sempre di 6mila morti di Covid alla settimana nell’Unione europea”, ha dichiarato la direttrice Andrea Ammon nell’audizione alla commissione Salute pubblica del Parlamento europeo. “Prevediamo che altre varianti continueranno ad emergere e che il Sars-CoV-2 imporrà periodicamente oneri significativi ai sistemi sanitari”, ha aggiunto.
Sul fronte dei ricoveri l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) segnala un’occupazione al 13% dei posti letto nei reparti di area non critica degli ospedali, una media stabile ormai dall’8 marzo. Tuttavia, nelle ultime 24 ore, si registra una crescita in ben 14 regioni, con una punta massima in Calabria al 34%. A livello nazionale, emerge ancora dai dati, lo stesso giorno di un anno fa la percentuale media di occupazione era del 42%.



