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Dare del ‘bimbominkia’ online è reato, sentenza Cassazione: “diffamazione aggravata”

Definire qualcuno online “bimbominkia”, da oggi è reato. A deciderlo è stata una sentenza della Corte di Cassazione secondo la quale tale espressione costituisce diffamazione aggravata e per questo va punita.

Se l’insulto viene usato in un gruppo Facebook con oltre duemila iscritti scatta il reato di diffamazione aggravata. La sentenza si riferisce a una causa intentata dall’ambientalista Rizzi, così appellato su Facebook da un’amica dell’ex presidente del consiglio regionale del Trentino, Diego Moltrer.

L’uso dell’epiteto – ha ritenuto la Suprema corte – non è coperto dal diritto di critica perché si colloca al di là del requisito della continenza richiesto per applicare la scriminante.

Con l’espressione “bimbominkia”, secondo la Cassazione, si indica una persona con un quoziente intellettivo limitato e dunque è paragonabile ad un’offesa a tutti gli effetti.

Secondo Wikipedia, il termine “indica un utente, spesso adolescente, di scarsa cultura e capacità linguistica. Si esprime con un linguaggio basato su errori sintattici e grammaticali, colmo di anglicismi spiccioli, frasi abbreviate da acronimi e decorate da emoticon e altri simboli virtuali”.