Gio 30 Giu 2022
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Unimpresa Sanità Calabria, «all’assistenza privata sottratti illegittimamente 11 milioni di euro»

«Lenta ma inesorabile la giustizia. E quando completa il suo iter mette finalmente ordine e sparge verità. È, infatti, con enorme soddisfazione che annunciamo, finalmente e dopo una lunga battaglia giudiziaria, che qualche giorno fa si è conclusa positivamente l’annosa questione della spesa sanitaria per le prestazioni specialistiche ambulatoriali.

Il Consiglio di Stato, infatti, con sentenza n. 9637, pubblicata lo scorso 7 giugno, ha definitivamente annullato, confermando la pronuncia in primo grado già emessa dal Tribunale Amministrativo Regionale di Catanzaro, i Dca nn. 49/21 e 50/21 con i quali l’allora commissario straordinario alla sanità Longo e l’allora direttore generale Brancati, avevano prepotentemente ed erroneamente sottratto ai budget di spesa previsti per l’assistenza ospedaliera privata la somma di 11.368.754 euro destinata alla copertura dei costi delle prestazioni ambulatoriali».

Così, in una nota, il presidente di Unimpresa Sanità Calabria, Giancarlo Greco.

«Una pronuncia importante – continua Greco – che finalmente vede riconosciute le nostre istanze rappresentate subito all’allora struttura Commissariale la quale, invece, ha preferito rimanere sorda in attesa dell’esito scontato dell’iter giudiziario.

Perché la giustizia è lenta ma arriva. Dopo questa definitiva vittoria – prosegue la nota – invitiamo gli attuali organi commissariali ad adottare, senza ulteriori indugi, ogni più opportuno provvedimento che dia seguito alla pronuncia del Consiglio di Stato, restituendo quello che in termini di prestazioni sanitarie era destinato, ed è stato sino ad oggi illegittimamente sottratto, alla tutela della salute del cittadino calabrese».

«Infine – conclude Giancarlo Greco – ritengo opportuno e doveroso ringraziare l’associazione A.I.O.P., Anna Martelli, amministratore unico della Casa di Cura Villa Sant’Anna di Reggio Calabria, entrambi promotori di tutte le iniziative che ci hanno definitivamente portato all’ottenimento di questa sentenza. Che è per certi aspetti storica, e fa giustizia».