Gio 11 Ago 2022
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“Sui Laghi Ampollino ed Arvo c’è un’opzione: il ‘credito’ dei contadini”

I primi due invasi artificiali costruiti sull’Altopiano Silano, i Laghi Ampollino e Arvo sono due gemelli uniti da un invisibile cordone ombelicale: una galleria lunga 6300 metri che consente di scaricare l’acqua dall’uno all’altro.
La realizzazione avvenne dal 1916 al 1927 per l’Ampollino e dal 1927 al 1931 per l’Arvo. Un grande bacino idroelettrico con oltre 130milioni di metri cubi d’acqua. Solo agli inizi del 1990 una piccola parte dell’acqua è stata dedicata allo sviluppo dell’Agricoltura e dell’Idropotabile.
“Insomma, l’acqua pura della Sila utilizzata non per produrre cibo e poterla bere ma per produzione industriale di energia elettrica. Solo in Calabria può succedere!”. Commenta così Pietro Molinaro (Lega), che aggiunge: “La società costruttrice fu la SME (Società Meridionale dell’Elettricità di Napoli), che non pagò i terreni al Comune di San Giovanni in Fiore (CS), che, per il tramite del Commissario Prefettizio, istituì la ‘Tassa del grano’ a carico dei contadini”.
Questo riferimento storico-economico, poco presente nella storia calabrese, valorizzato nell’opera letteraria ‘Il Silenzio dei Lupi’ di Salvatore Belcastro, “rafforza l’esigenza di riequilibrare l’utilizzo dell’acqua dei laghi silani verso l’Agricoltura e l’Idropotabile e non più ad esclusivo vantaggio economico delle multinazionali dell’energia elettrica. La Calabria Regione Agricola non può avere memoria corta o cancellare le pagine storiche scritte con il sacrificio dei Contadini”, conclude Molinaro.