Ven 2 Dic 2022
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Elezioni 2022, dalle 7 seggi aperti anche in Calabria: guida al voto

Seggi aperti in tutta Italia e in Calabria dalle ore 7 alle ore 23 di oggi, domenica 25 settembre, per l’elezione dei componenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica.

Queste saranno le prime elezioni in cui si voterà per il Parlamento ridotto. I deputati scenderanno da 630 membri da 400 mentre i senatori passeranno da 315 a 200. Una sforbiciata che riguarderà anche la Calabria.

Nella nostra regione verranno eletti 19 parlamentari (13 deputati e 6 senatori) a fronte dei 30 attuali.

Gli aventi diritto in Calabria sono 1.897.836 (929.614 uomini e 968.222 donne) di cui 11.381 diciottenni. I calabresi iscritti nelle liste elettorali per il voto all’estero sono invece quasi 385 mila.

Per la prima volta, tutte le persone maggiorenni iscritte alle liste elettorali del proprio comune possono votare i propri rappresentanti sia alla Camera che al Senato. In precedenza, solo i maggiori di 25 anni potevano votare al Senato.

Sono escluse dal voto tutti coloro che hanno subito condanne penali definitive, con pene superiori ai 5 anni di età o ergastolo. I detenuti con pene inferiori possono votare all’interno delle carceri.

 Quanti giorni si vota

Diversamente dal passato, i seggi resteranno aperti solo un giorno: domenica 25 settembre, dalle ore 7 alle 23.

 Cosa portare al seggio il giorno delle elezioni

Il giorno delle elezioni dovrai portare con te la tua tessera elettorale e un documento di riconoscimento, anche scaduto, se non hai fatto in tempo a rinnovarlo: l’importante è che sul documento ci sia una tua foto.

 Cosa è vietato portare al seggio

Al seggio non puoi ovviamente portare armi, ma neppure il cellulare: è vietato infatti fare foto alla scheda elettorale.

Non puoi inoltre usare materiali diversi dalla matita copiativa che ti verrà fornita per votare.

COME FUNZIONA LA LEGGE ELETTORALE

La legge attuale in vigore è definita Rosatellum, un sistema misto maggioritario e proporzionale. Cosa significa? Che In ogni ramo del Parlamento:

  • Il 37% dei rappresentanti si elegge con il sistema maggioritario nei collegi uninominali (146 alla Camera e 74 al Senato),
  • Il 61% dei rappresentanti si elegge con il sistema proporzionale nei collegi plurinominali (245 alla camera e 122 al Senato)
  • Il 2% dei rappresentanti si elegge con il voto dall’estero, mediante un sistema proporzionale con voto di preferenza su base circoscrizionale.

 Cosa significa sistema maggioritario

Il sistema maggioritario aiuta sorattutto i partiti legati a coalizioni: quelli, cioè, che corrono nello stesso schieramento di altri partiti. Chi ottiene un voto in più rispetto agli altri ottiene la maggioranza dei seggi in Parlamento.

Altra cosa importante da sapere: l’Italia è divisa in collegi elettorali. In ogni collegio le singole liste corrono una contro l’altra con uno specifico candidato. Si parla per questo di collegi uninominali. Chi arriva primo si aggiudica il seggio.

 Cosa significa sistema proporzionale

Il sistema proporzionale fa in modo che un partito ottenga una percentuale di seggi in Parlamento sulla base dei voti presi alle elezioni.

Nella pratica, se una lista ottiene il 10% dei voti avrà il 10% dei seggi in Parlamento.

 Collegi uninominali e collegi proporzionali

Anche se l’Italia conta 20 regioni, le circoscrizioni elettorali non seguono esattamente questa divisione:

  • Alla Camera le circoscrizioni sono 28
  • Al Senato sono 20

A ogni regione, a seconda del numero di abitanti, vengono assegnati un numero variabile di collegi plurinominali: per ogni collegio plurinominale sono indicati uno o più collegi uninominali.

Nei collegi plurinominali si elegge più di un rappresentante (questi sono assegnati con il proporzionale), mentre in quelli uninominali se ne elegge solo uno (questi sono assegnati col maggioritario).

COM’È FATTA LA SCHEDA ELETTORALE

Alle elezioni del 25 settembre ti troverai a dover apporre un segno su due schede diverse:

  • Una scheda gialla per il Senato
  • Una scheda rosa per la Camera

Ma come sono fatte queste schede?

In ciascuna troverai alcuni rettangoli, divisi a loro volta in altri riquadri. I rettangoli grandi sono le coalizioni, che contengono più partiti, ciascuno dei quali presenta alcuni nomi. In cima al grande rettangolo trovi i nome del candidato al collegio uninominale, mentre gli altri nomi sono candidati ai collegi plurinominali.

Vediamo due fac-simile di scheda.

Fonte: photo-courtesy
Fonte: photo-courtesy

COME SI VOTA IL 25 SETTEMBRE

 

Nella pratica, quindi, come si vota?

Ti verrà chiesto di tracciare una X in entrambe le schede, in questo modo:

  • Sul simbolo del partito o della coalizione che vuoi votare: il tuo voto verrà assegnato sia ai candidati al plurinominale del partito che hai votato, sia al candidato all’uninominale;
  • Sul nome del candidato all’uninominale: il tuo voto andrà al candidato all’uninominale e poi ripartito fra tutti i partiti che lo sostengono;
  • Sia sul simbolo del partito che sul candidato all’uninominale.

 Quando si annulla il voto

Il tuo voto viene annullato se esprimi il voto disgiunto, ovvero se tracci una X sul simbolo di un partito o di una coalizione e un’altra X sul nome di un candidato di una coalizione diversa.

 Le soglie di sbarramento

Il tuo voto potrebbe non finire al partito che hai scelto in alcuni casi, a causa della cosiddetta soglia di sbarramento. Cosa significa?

Che un partito, per poter entrare in Parlamento nella quota proporzionale, deve raggiungere almeno il 3% dei voti validi a livello nazionale (con alcune eccezioni a livello regionale).

Ma questo vale anche per le coalizioni: ciascuna coalizione deve infatti raggiungere almeno il 10% dei voti.

Cosa succede se non si arriva alla soglia?

  • voti delle liste che superano l’1% ma non arrivano al 3% vengono ripartiti proporzionalmente nelle liste alleate;
  • Se un partito non raggiunge neppure l’1%, i voti vanno dispersi: ovvero, non vengono ripartiti.