Mar 29 Nov 2022
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Neurologia e Neuropsichiatria infantile in Calabria: interrogazione di Lo Schiavo ad Occhiuto

«Ho presentato un’interrogazione a risposta scritta, rivolta al presidente della Giunta regionale Roberto Occhiuto – nella sua qualità di commissario ad acta per la sanità in Calabria – per sapere quali azioni la Regione intende intraprendere al fine di garantire un’adeguata assistenza ai pazienti in età pediatrica affetti da patologie neurologiche e neuropsichiatriche.

Nella nostra regione, come ho avuto modo di evidenziare in diversi interventi nei mesi passati, mancano reparti dedicati e numerosissime famiglie si trovano costrette ad affrontare lunghi e dolorosi “viaggi della speranza” verso i presidi sanitari di altre regioni».

Lo afferma in un comunicato stampa il consigliere regionale Antonio Lo Schiavo, annunciando la presentazione di un’interrogazione consiliare sul tema dell’istituzione di reparti di Neurologia pediatrica e Neuropsichiatria infantile in Calabria, in particolare nell’area centrale della regione e a Vibo Valentia, come più volte sollecitato nel recente passato dallo stesso consigliere.

«Pertanto – aggiunge Lo Schiavo -, anche alla luce delle iniziative intraprese da associazioni di tutela dei diritti dei cittadini, come Codacons, Articolo 32 e Fimp, da sempre attive su tali problematiche, ho chiesto al presidente/commissario Occhiuto se non ritenga opportuno procedere all’immediata creazione in Calabria di un reparto ospedaliero e/o universitario di Neurologia pediatrica e di Neuropsichiatria infantile.

Se non ritenga opportuno adottare atti idonei a definire anche l’offerta territoriale dei servizi della Neuropsichiatria infantile (Npi); quali misure intenda porre in essere affinché si regolamenti l’effettiva presa in carico, da parte del Sistema sanitario regionale, dei pazienti con patologie neurologiche pediatriche laddove gli stessi siano in cura in un ospedale extraregionale; quali misure intenda adottare al fine di garantire la continuità e la qualità dell’assistenza e riabilitazione dei pazienti in questione anche in relazione al carico enorme che di fatto ad oggi ricade in via quasi esclusiva sulle famiglie».