Ven 2 Dic 2022
spot_img
HomeAttualitàDa oggi saranno "a zero" le...

Da oggi saranno “a zero” le forniture di gas russo all’Italia

Le forniture di gas russo all’Italia attraverso il Tarvisio saranno oggi “a zero”. Lo annuncia Eni sul proprio sito.

«Gazprom ha comunicato che non è in grado di confermare i volumi di gas richiesti per oggi, considerato che non è possibile fornire gas attraverso l’Austria». Eni darà aggiornamenti in caso le forniture siano ristabilite. L’offerta di gas russo rispetto a quella complessiva a disposizione dell’Italia era ormai inferiore al 10%

La sospensione delle forniture dal Tarvisio non cambiano quindi al momento la situazione in modo significativo. Il piano portato avanti da Eni di potenziamento e diversificazione delle forniture di gas verso l’Italia permetterà di sostituire progressivamente gli oltre 20 miliardi di metri cubi all’anno di volumi di gas importati da Mosca fino allo scorso anno dal gruppo.

Per quanto riguarda il gas via gasdotto, forniture addizionali stanno già arrivando dall’Algeria, da dove l’Italia sta ricevendo picchi giornalieri di volumi per oltre 80 milioni di metri cubi. Dal Paese del Nord Africa arriveranno progressivamente 6 miliardi di metri cubi addizionali da qui al prossimo anno, che raggiungeranno i 9 miliardi tra il 2023 e il 2024, raddoppiando l’import di Eni dall’Algeria da 9 a 18 miliardi di metri cubi all’anno a regime nel 2024.

Questo inverno l’Italia potrà poi contare su circa 4 miliardi di metri cubi addizionali dal nord Europa e sulle prime forniture addizionali di GNL in particolare dall’Egitto. Dalla prossima primavera, inoltre, inizierà ad arrivare in modo importante tutto il gas naturale liquefatto addizionale da Paesi come Egitto, Qatar, Congo, Angola e Nigeria, per complessivi 4 miliardi nel 2023 e 7 miliardi nel 2024.

Cifra destinata a salire ulteriormente. In sostanza, circa 10 miliardi di metri cubi addizionali saranno disponibili già questo inverno (oltre il 50% del gas russo nel portafoglio Eni), si supereranno i 17 miliardi di metri cubi addizionali tra il 2023 e 2024 (circa 80%), per poi raggiungere i 22 miliardi nell’inverno 2024-2025 (surplus rispetto al gas russo), con il peso del GNL che progressivamente aumenterà.