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Cassette di pesce per evitare sanzioni: 2 ispettori Spisal sospesi e 6 indagati per corruzione

Cassette di pesce per evitare di irrogare sanzioni ad un’azienda navale a causa del mancato rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Ma anche omesse contestazioni di violazioni della normativa a beneficio di una ditta edile.

È il presunto giro di favori messo in piedi da alcuni ispettori del Servizio prevenzione igiene sicurezza ambienti di lavoro (Spisal) dell’Azienda sanitaria provinciale di Crotone scoperto da Procura e carabinieri nell’ambito di un’inchiesta che ha portato all’esecuzione di due misure cautelari.

I due ispettori in questione sono stati sospesi dal servizio di pubblico ufficio. Gli indagati sarebbero complessivamente sei, cinque funzionari dello Spisal e un imprenditore di 40 anni.

L’operazione si inserisce nell’ambito investigativo che nel 2021 smantellò il cosiddetto Sistema Petilia. Le ipotesi di reato, a vario titolo, sono corruzione in atti giudiziari, abuso d’ufficio, falso ideologico e rifiuto di atti d’ufficio.

Gli ispettori dello Spisal – a seguito di alcuni controlli – secondo gli inquirenti avrebbero “archiviato” la pratica su un’azienda navale senza avere elevato le sanzioni nonostante la presenza di “palesi violazioni” in cambio di pesce pregiato.

Ad altri tre ispettori viene contestato di avere favorito un’impresa edile impegnata in lavori di adeguamento sismico in una scuola sita ad Umbriatico, omettendo di indicare violazioni successivamente riscontrate.