HomeCostume & SocietàVigilia di Santa Lucia: in Calabria...

Vigilia di Santa Lucia: in Calabria si prepara “la cuccia”, dolce o salata

Le tradizioni, almeno alcune, resistono di generazione in generazione. Durante la vigilia di Santa Lucia, protettrice della vista, la tradizione popolare, segnala in tutto il territorio calabrese la preparazione della cuccia, grano bollito dolce o salato.

In molti centri oltre a preparare “le 13 cose”, ovvero 13 varietà di frutta, dove non mancano lupini, noci e castagne sono soliti cucinare il piatto per eccellenza di questa festa la Cuccia di Santa Lucia, che viene realizzata con il grano cotto e poi condita con il miele di fichi, mentre in altri c’è la versione salata.

La cuccia infatti può essere condita in diversi modi: con uva passa, latte, cannella e miele, o magari con olio d’oliva e legumi divenendo così una zuppa salata. La cuccia viene preparata in diverse circostanze festive in Calabria, nonché in gran parte del sud Italia, con cereali ( grano, granturco, farro, ma anche castagne, ceci e fave). E’ un piatto povero ed elaborato con antecedenti nel mondo antico, infatti i greci e i romani usavano offrire alle divinità farro, fave ed altri cibi cotti.

Dal giorno di S. Lucia, continuando negli undici successivi, cioè fino alla vigilia di Natale, in molti cominciano le osservazioni e i pronostici sul nuovo anno. Alcuni usano “fare le calende di S. Lucia“: il giorno 13 rappresenta le calende di gennaio; il 14, di febbraio; e così via. L’osservazione poggia sulla massima : “Calende chiare, mese torbido”, e viceversa.