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I bellissimi giochi antichi di strada, in un centro si fa ancora quello del formaggio

Se dici “giochiamo a campana, a nascondino o allo strummolo” ad un bambino di oggi, potrebbe restare a guardarti con la faccia sbalordita, come se parlassi una lingua incomprensibile. Eppure questi sono giochi che hanno fatto parte dell’infanzia di molti di noi: giochi da fare in gruppo, fuori dalle mura domestiche, momenti di confronto, condivisione e crescita in maniera totalmente ludica.

Bastavano pochi oggetti, molta fantasia e… il gioco era fatto! Il più famoso di tutti era “nascondino“, poi il “salto della cavallina“, “la campana“, “acchiapparella”, ecc ecc.

Di giochi antichi da fare in strada ve ne erano veramente tanti. C’è ancora chi riesce a mantenerli in vita come ad esempio un gruppo di abitanti di Spadola centro delle serre calabresi che appena possono, per non disperdere la memoria dei giochi tradizionali sul loro territorio, li promuovono attraverso delle sfide tra amici. Ed ecco che, in questi giorni di festa, a Spadola si torna a giocare come un tempo con il “formaggio”.

Luigi Barbara ci spiega di cosa si tratta: <<Il gioco del formaggio che consiste nel lanciare una forma di formaggio (o caciotta di vario peso) su un percorso precedentemente prestabilito, partendo da una linea predeterminata. Il lancio si effettua avvolgendo la forma/caciotta con uno spago o fettuccia il/la quale viene fissata ad un dito o al polso. Lo spago o fettuccia è a piacimento di ciascun giocatore, sia nella forma che nella lunghezza, compreso eventuale rocchetto d’impugnatura. I vincitori si divideranno poi il formaggio.>>

Bellissima iniziativa, perché educare le nuove generazioni a questi tipi di giochi non solo sviluppa la creatività e facilita i rapporti interpersonali, ma aiuta a mantenere viva la memoria storica e le tradizioni dei nostri territori.