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Città unica: le maggioranze di Cosenza e Rende dicono no alla fusione

La proposta di legge regionale per l’istituzione della città unica di Cosenza, Rende e Castrolibero, presentata da otto consiglieri regionali di maggioranza e minoranza, ha scatenato un acceso dibattito politico tra i sostenitori e i detrattori del progetto.

Da una parte ci sono coloro che vedono nella fusione dei tre comuni un’opportunità di sviluppo economico, sociale e territoriale per l’area urbana cosentina, che conta circa 200 mila abitanti. Secondo loro, la città unica consentirebbe di razionalizzare la gestione dei servizi pubblici, di adottare un piano strutturale unico per il territorio, di potenziare il trasporto pubblico e di realizzare economie di scala.

Dall’altra parte ci sono coloro che si oppongono alla proposta di legge regionale, accusandola di essere una forzatura burocratica e politica che non tiene conto delle esigenze e delle identità delle tre comunità coinvolte. Secondo loro, la proposta di legge regionale è un tentativo di anticipare la fine della consiliatura in corso a Cosenza e Castrolibero e di ignorare la volontà dei cittadini, che dovrebbero essere consultati tramite referendum⁴.

I consigli comunali di Cosenza e Rende, nella seduta congiunta del 9 maggio 2023, hanno chiesto alla Regione di sospendere l’iter della proposta di legge sulla città unica, sostenendo che si tratta di un tema che richiede un percorso condiviso a livello sociale e istituzionale. Hanno inoltre espresso la loro contrarietà all’idea di realizzare prima l’unione dei comuni, ritenuta una soluzione inefficace e già fallita in passato.

La questione della città unica è dunque ancora aperta e controversa. Sarà necessario trovare un punto di incontro tra le diverse posizioni e coinvolgere i cittadini in una scelta che riguarda il futuro dell’area urbana cosentina.