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Il giglio di mare, il fiore sacro che profuma le spiagge calabresi – FOTO

Se vi capita di passeggiare sulle spiagge calabresi tra giugno e settembre, potreste avere la fortuna di ammirare una meraviglia della natura: il giglio di mare, o Pancratium maritimum, una pianta bulbosa che cresce spontanea sui litorali sabbiosi e che regala dei candidi e profumati fiori bianchi.

Il giglio di mare è una specie protetta in molte regioni italiane, perché minacciata dall’urbanizzazione, dal turismo e dal bracconaggio. In Calabria, invece, grazie alla presenza di ampie aree naturali e poco antropizzate, il giglio di mare trova ancora l’habitat ideale per prosperare e fiorire.

gigli di mare briatico

Il giglio di mare appartiene alla famiglia delle amaryllidacee e ha origini antichissime. Il suo nome deriva dal greco pan (tutto) e krátos (forza), perché nell’antichità questa pianta era usata in medicina per le sue proprietà alcaloidi. Oggi sappiamo che il giglio di mare è tossico se ingerito, ma possiamo apprezzarne la bellezza e il profumo senza rischi.

Il giglio di mare ha un bulbo sotterraneo che resiste al freddo e alla siccità, da cui si dipartono delle foglie nastriformi di colore verde-grigiastro. Lo scapo fiorale può raggiungere i 60 cm di altezza e porta all’apice un’infiorescenza composta da 3-15 fiori imbutiformi, con una corona centrale bianca e sei tepali bianchi con una striscia giallo-verdastra.

I fiori sono molto profumati, soprattutto di notte, e attirano gli insetti impollinatori, in particolare il lepidottero sfingide Agrius convolvoli.

Il giglio di mare è anche un fiore ricco di simbologia e leggende. Nella mitologia greca, si racconta che il primo giglio sia nato dalle gocce di latte cadute dal seno di Hera, la dea della fecondità, mentre allattava il piccolo Ercole. Alcune gocce formarono la Via Lattea, altre caddero sulla Terra e diedero origine ai gigli di mare, che da allora crescono sulle spiagge come dono divino. Nella tradizione cristiana, invece, il giglio è simbolo di purezza e innocenza, ed è associato a figure di santi come San Giuseppe e Sant’Antonio. In Calabria, il giglio di mare è anche chiamato “fiore sacro”, perché si dice che protegga le donne in gravidanza e favorisca la nascita dei bambini.

giglio di mare

Il giglio di mare è una pianta che merita rispetto e tutela, perché rappresenta un patrimonio naturale e culturale della Calabria. Se vi capita di incontrarlo sulle spiagge, non coglietelo né estirpatelo, ma lasciatelo crescere libero e selvaggio. Ammiratelo da lontano o fotografatelo, ma non disturbate il suo ciclo vitale. Il giglio di mare è una pianta che si riproduce tramite i semi, che vengono dispersi dal vento o dalle onde del mare.

Se volete coltivarlo nel vostro giardino o sul vostro balcone, potete acquistare i semi in un vivaio specializzato o su internet, ma fate attenzione a seguire le indicazioni per la semina e la cura. Il giglio di mare ha bisogno di un terreno sabbioso e ben drenato, di una posizione soleggiata e ventilata, e di annaffiature moderate. Se lo trattate bene, vi ricompenserà con i suoi splendidi fiori e il suo dolce profumo.