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Come nasce l’uva? La leggenda calabrese che racconta la sua origine

L’uva è uno dei frutti più antichi e apprezzati al mondo, simbolo di abbondanza, fertilità e gioia. Ma come è nata l’uva?

C’è una bellissima leggenda calabrese che racconta la sua origine, in cui si mescolano il dolore, la pietà, il canto e le stelle.

La vite senza frutti

Si narra che in un tempo remotissimo, nelle assolate contrade del sud, la vite fosse una semplice pianta ornamentale, rigogliosa nel suo fogliame d’un verde splendente, ma assolutamente incapace di produrre fiori e frutti.

Un giorno, un contadino preoccupato che potesse far troppa ombra con il suo folto fogliame alle altre piante cominciò a tagliarla con furia. Lasciò solo pochi rami privi di foglie. La vite si mise allora disperatamente a piangere perché non aveva fatto niente di male per meritarsi quel trattamento. Inoltre senza le sue foglie pensava di non avere ragioni per vivere.

L’usignolo e le stelle

Un usignolo che ogni sera cercava riparo tra le sue foglie sentì i suoi singhiozzi e le disse: “Non piangere questa sera tutti conosceranno il tuo dolore e la tua storia”. Al calar della sera l’usignolo si mise infatti sui miseri resti dei rami della vite e con il suo canto melodioso ne raccontò la storia. E così per dieci notti. Alla decima notte il suo canto arrivò fino il cielo e fu sentito dalle stelle che si commossero e si affacciarono per vedere la pianta straziata e il suo amico usignolo che ne cantava il dolore. Le lacrime delle stelle giunsero sulla vite che si sentì fremere allora da una nuova vita. I suoi rami si gonfiarono e spuntarono dei pampini e viticci che avvolsero teneramente l’usignolo. Le lacrime si trasformarono in piccoli succosi frutti che pendevano dai rami a grappoli.

La nascita dell’uva

La vita si accorse allora di avere di nuovo il suo vecchio aspetto, ma di non essere più una pianta sterile e senza frutti. Dai suoi rami pendeva infatti l’uva che ha la forza delle stelle e la dolcezza del canto dell’usignolo e il colore del cielo all’aurora. Quando l’usignolo volò via, la prima luce dell’alba aveva impresso a quegli acini una lieve doratura. La vite era diventata così una pianta fruttifera, capace di donare agli uomini il succo dolce e inebriante del vino.

La leggenda calabrese sulla nascita dell’uva è un racconto affascinante e poetico che ci fa scoprire le origini di uno dei frutti più amati e celebrati al mondo. Un frutto che nasce dal dolore, dalla pietà, dal canto e dalle stelle, e che simboleggia la vita stessa, con le sue gioie e le sue sofferenze. Un frutto che ci ricorda anche la storia e la cultura di una terra ricca di tradizioni e di sapori, la Calabria.