L’avvio di stagione del Cosenza è di quelli che non si vedevano da tanto tempo, lotta serrata per la zona play-off e risultati che fanno sperare (tra alti e bassi), ma soprattutto un gioco che ha tutte le carte in regola per far, almeno, divertire ed appassionare.
Allora perché la squadra e tifosi non riescono ad andare di pari passo (?). Contro la Reggiana si è registrato il dato negativo stagionale con poco più di 3.000 tifosi presenti.
Lo stadio “S.Vito/Marulla”, paradossalmente sembrava più vivo quando le cose andavano male. Che si sia tirata la corda per troppo tempo tanto da spezzare e far esaurire l’entusiasmo della piazza (?).
Interrogativi ai quali è difficile dare una risposta oggettiva (ognuno cosciente del proprio giudizio critico si è fatto un’idea) ma si può sicuramente analizzare il fatto che la recente storia della squadra calabrese ricca di salvezze miracolose e di una riammissione non ha reso facile la vita dei tifosi che, comunque, nei momenti di maggior bisogno hanno saputo rispondere presente.
Vero è che con la squadra allestita quest’anno, il gioco espresso ed i risultati, quello che manca – probabilmente – al momento è proprio il “respiro” del “S.Vito/Marulla” e di quel “Lupi, Lupi” gridato da 20.000 persone. Quello che ancora non si è visto a Cosenza in questa stagione è una cornice che potrebbe (come ha già fatto in passato) fare la differenza in molte occasioni: soprattutto quando si perde la lucidità in campo, nei momenti di difficoltà e per dare sicuramente ancora più stimoli a chi calca il terreno di gioco.
Come detto, dare una risposta certa agli interrogativi sopra citati è difficile ma sarebbe bello vedere cosa questa squadra (che può contare sempre sullo zoccolo duro della tifoseria che non ha mai fatto mancare il supporto e spesso fatto anche più di quello richiesto) potrebbe esprimere con un 12º uomo più numeroso, più maturo e… più presente.



