Dom 21 Apr 2024
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Naufragio di Cutro, i superstiti: “Si poteva evitare, denunceremo il governo italiano”

“Vogliamo denunciare lo Stato italiano”. Lo ha detto Nigeena Mamozai, 24 anni, che insieme alla cognata Adiba Ander, 20 anni, è sopravvissuta al naufragio di Cutro.

Le due donne sono tornate a Crotone dalla Germania per partecipare alle giornate organizzate dalla Rete 26 febbraio per l’anniversario della strage di migranti di Steccato di Cutro. Parlano per la prima volta del naufragio. Nigeena, raccontando quanto accaduto, parla della presenza di un elicottero probabilmente prima dell’aereo di Frontex.

“Dobbiamo dire – spiega – che il naufragio poteva essere evitato. Il governo italiano sapeva della presenza della nostra barca. Abbiamo visto un elicottero circa sette ore prima del naufragio. Lo hanno visto anche altri sopravvissuti. Era un elicottero, era di notte. Non era un aereo. Abbiamo sentito anche il rumore.

L’accoglienza che avete fatto a Crotone è stata favolosa, ma noi vogliamo dal governo italiano giustizia e verità ed il ricongiungimento familiare. Domani non sarà facile per noi. Quando sono arrivata non ho dormito. Non so se riuscirò ad andare sulla spiaggia. È molto pesante”.

La posizione dei sopravvissuti è univoca. “Ai governi italiano, tedesco ed europeo – ribadisce Whalidi, afgano – chiediamo di fare in modo di aprire dei corridoi umanitari per far arrivare qui le nostre famiglie che sono in Afghanistan. Solo così qualcosa potrà cambiare in meglio nella nostra vita. Siamo mentalmente devastati. Da un anno provo tanto dolore per quello che è accaduto.

Ho perso moglie e due figli nel naufragio. Sono rimasto solo con il mio unico figlio sopravvissuto e come me ci sono tante altre persone. Psicologicamente è difficile: pensiamo troppo a quello che è accaduto. Continuo ad avere paura, mentalmente siamo rovinati. Sono tornato qui per rispetto di tutte le vittime. Lunedì sulla spiaggia ricorderò quel giorno quando ho visto tanti bambini e donne morte. Pregherò per loro”.

“Spero che i trafficanti restino per sempre in galera. Abbiamo dato loro tanti soldi ed alla fine abbiamo perso intere famiglie. Però il naufragio poteva essere evitato. Quando eravamo in mezzo al mare abbiamo visto tante volte un elicottero ma non ci hanno aiutato”.